Serie D, girone I, XXVIII giornata (XI di ritorno): Reggina-Acireale 0-1

Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori (Palumbo al 68′), Desiato, D. Girasole, Verduci; Laaribi (Fofana dall’81’), Macrì; Edera (Mungo dall’84’), Bevilacqua (Di Grazia dal 57′), Ragusa; Guida (Ferraro dal 57′). All.:  Torrisi. A disposizione: Summa, R. Girasole, Scali, Porcino.

Acireale: Negri; Gagliardi (D. Di Stefano dall’82), Cozza, Semenzin, Tourè, Nardo (Kean dal 46′), Gallo (Demoleon dal 46′), Rechichi, Samb, Daqoune, Hebeck (S. Di Stefano dal 46′). All.: Cozza. A disposizione: Di Franco, Lo Faso, Floridia, Vitale, Boulahia.

Arbitro: Christian De Angelis (Nocera Inferiore). Assistenti: Angelo Macchia (Moliterno), Lorenzo De Giulio (Nichelino).

Marcatore: Kean al 92′. Ammoniti: Cozza al 27′ (giocatore), Cozza (allenatore) al 66′ e Verduci al 95′. Spettatori: 4543 (2873 abbonati) di cui 73 ospiti. Recupero: 1′ e 6’+1′.

Note. La Reggina torna in campo dopo tre settimane (il 28 febbraio l’ultimo impegno, casalingo, contro la Sancataldese) grazie al previsto turno di riposo ed al rinvio della gara di domenica scorsa a Barcellona Pozzo di Gotto. Torrisi, che accetta “critiche costruttive” solo da chi fa il suo stesso mestiere e che non segue gli opinionisti salvo dedicargli ben due minuti in conferenza stampa (!), propone l’ennesimo “11” rivoluzionario rispetto ai precedenti: in difesa ritorna Giuliodori a destra con R. Girasole in panchina e Desiato centrale al posto di Verduci oggi spostato a sinistra (Distratto non convocato); a centrocampo riproposti Laaribi e Macrì (rispetto all’ultima gara giocata); più avanti Edera a destra, Bevilacqua centrale e Ragusa a sinistra; in attacco, come a Barcellona, giusto per rispondere alle critiche ricevute per il suo impiegno nella gara di domenica scorsa, Torrisi si conferma e (ri)propone il sin qui deludente Guida.

Cronaca. Primo tempo. Al 5′ Reggina vicina al vantaggio: Edera crossa da destra, Hebeck devia con il pallone che sbatte sul palo prima di terminare in corner. Al 13′ altro pericolo per la porta acese, ma è ancora un ospite a crearlo: crossa da sinistra di Laaribi, Gallo anticipa Guida e, di testa, manda sul fondo non distante dalla traversa. Al 14′ l’Acireale chiede il rigore per un intervento di Desiato su Hebeck: il contatto sembrerebbe esserci ma dalla Tribuna è davvero difficile constatarne l’entità e, quindi, l’irregolarità o meno. Al 16′ la Reggina sfiora il vantaggio con Edera che, di sinistro, calcia al volo con il pallone che attraversa tutto lo specchio della porta terminando la sua corsa sul fondo non distante dal palo più lontano. Minuto 21: Giuliodori riparte, giunto sulla trequarti avversaria cambia gioco lanciando Edera a sinistra il cui tiro sembra una copia del precedente con medesima conclusione. Al 22′ occasionissima: Guida riceve palla ed è in una posizione invidiabile, il giocatore non tira con il portiere in uscita disperata ma si avventura in un inutile preziosismo e serve Bevilacqua che, anche lui, non riesce a calciare a rete a porta praticamente sguarnita. Al 3′ ancora Reggina: batti e ribatti in area, in ultimo è Ragusa a calciare con il pallone che termina largo alla destra di Negri. Al 36′ si vede l’Acireale: è Semenzin, da destra, a calciare in porta costringendo Lagonigro ad una non agevole deviazione in corner. Un primo tempo assai diverso dalle aspettative, finisce dopo un solo minuto di recupero.

Secondo tempo. Al 46′ triplo cambio per Ciccio Cozza: escono Nardo, Hebeck e Gallo ed entrano Kean, Di Stefano e Demoleon. Al primo della ripresa la Reggina ha una doppia occasione da rete con Macrì che le sciupa clamorosamente entrambe. La Reggina gioca (si fa per dire) male ed il più semplice tra i quesiti che ci poniamo: come potrebbe mai, una squadra così, vincere il campionato? “Non può” è la risposta facilmente intuibile. Nel frattempo, il pubblico manifesta inequivocabili segni di insofferenza e piovono fischi all’indirizzo della squadra in toto, con particolare attenzione a Guida (che non ne indovina una nemmeno per sbaglio), ovviamente per il “guru” Torrisi e più in generale con l’atteggiamento apatico di un “11” che non manifesta “ferocia” ma il suo essere tecnicamente assai docile e mansueta. Al 57′ Torrisi cambia: escono Guida (tra i fischi) e Bevilacqua (inconcludente) ed entrano Ferraro e Di Grazia. I tifosi della Sud continuano incessantemente il proprio sostegno che non pare, però, sortire l’effetto desiderato. La Reggina appare spenta e molle, tanto nei ragionamenti quanto sulle gambe. Al 68′ Torrisi cambia ancora: esce Giuliodori ed entra Palumbo. Il malcontento è latente, i fischi che piovono dalla Tribuna si fanno sentire ad ogni passaggio sbagliato o errore grossolano. La Reggina appare incapace di vincere la partita, solo un episodio (magari fortuito) potrebbe spostare l’equilibrio in suo favore. Ragusa, obiettivamente, per non essere da meno, merita una menzione ed i fischi a lui diretti sembrano meritati. Al 78′ occasionissima: Ferraro ruba palla e serve in mezzo dove Ragusa, in scivolata, non ci arriva e clamorosamente perde una ghiotta occasione per passare in vantaggio. Torrisi le prova tutte: all’81’ esce Laaribi ed entra Fofana. Replica Cozza: esce Gagliardi ed entra D. Di Stefano. All’84’ ultimo cambio per la Reggina: esce Edera ed entra Mungo. La partita scorre tra i mugugni del pubblico ed una Reggina che annaspa: è sintomatico Palumbo che, invece che mettere al centro, si assume l’onere di calciare da posizione decentrata mandando il pallone altissimo. 6′ minuti di recupero per Alfio e per non perdere, quasi certamente, l’ultimo vagone per continuare ad aggrapparsi alla matematica. Al 92′ accade il prevedibile: l’Acireale passa in vantaggio con Kean dopo un clamoroso errore di Verduci e la palla messa a centro area da S. Di Stefano. Parliamoci chiaro: nulla ha fatto  l’Acireale per vincere la partita ma, è ben più grave, nulla ha fatto la Reggina che aveva l’obbligo di vincere per aggrapparsi ancora ai numeri. L’Acireale conquista 3 punti importanti per la propria classifica e la Reggina? La Reggina verosimilmente abbandona ogni sogno di gloria al grido di “Fuori! Fuori!” della Curva e dell’intero stadio. La realtà, amarissima, è questa con il concretizzarsi sempre di più del quarto campionato di D (prima volta nei suoi 112 anni di storia).

La Curva Sud da il bentornato a Carminello
I tifosi acesi salutano Reggio