E dopo un percorso netto alla sesta la Reggina cadde. Una sconfitta meritata quella di Capaci contro il Trapani, giunta al termine di una prestazione opaca. La giornata era cominciata con la visita alle Stele di Capaci, in memoria del giudice Falcone, della moglie e della scorta. Rimane la cosa più bella della Reggina oggi. Marchionni rispetto alla gara con la Nuova Igea Virtus ripesca Guida e Rossetti, sedendo Jallow e Rotulo. Il Trapani del catonese Misiti schiera Leveque a uomo su Acquadro e cerca di allargare la difesa amaranto con le posizioni larghe di Randazzo e Sasanelli. In mezzo Dampha e Toijo tolgono fiato e spazio ad Abonckelet e Rossetti. Il lancio lungo per Magrassi diventa l’unica alternativa, Guida non trova il guizzo, la partita vive di frammenti. La fisicità unita alla velocità di Lamin Jallow crea qualche scompenso alla retroguardia amaranto.
Marchionni, vista la giornata, mischia le carte: Rossetti più basso per sviluppare gioco, due punte pesanti dopo essere partito ed aver finito con una pesante ed una leggera, due terzi del centrocampo ed un esterno cambiati. Niente 3-4-3 però come nelle gare precedenti: chiaro il segnale alla squadra che sarebbe andato bene anche lo 0-0. Non è bastato. Dopo un primo tempo equilibrato (occasioni per Fazio e Leveque, bravissimo Lagonigro), nella ripresa i padroni di casa mettono in difficoltà la Reggina tenendo ritmi alti, con Misiti che leva Leveque e inserisce Napolitano.
Ma, come dicevamo, sarebbe finita 0-0 se i difensori amaranto non fossero andati con un mese d’anticipo alla sagra della vastedda, tradizionale festa che si tiene a Capaci ad inizio novembre: il pane condito con olio nuovo, caciocavallo e acciughe deve aver fatto effetto perché il gol è da abbiocco post pasto pesante. Sul rinvio di Simoni, Fazio lascia staccare Sasanelli, Lancini non si oppone a Jallow, Baldan viene bruciato da Napolitano, lo scatto di Jallow ad andare a chiudere il triangolo fredda Lancini. E stavolta Lagonigro nulla può. Indecoroso prendere un gol del genere. La reazione è rabbiosa ma non porta ad un pari che sarebbe stato francamente ingiusto.

