Serie D, girone I, XVIII giornata (I di ritorno): Reggina-Castrumfavara 2-0

Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Lanzillotta (Desiato dal 63′ e Fanari dal 72′), D. Girasole, Verduci, Distratto; Laaribi, Fofana; Ragusa, Bevilacqua (Sartore dal 63′), Di Grazia (Pellicanò dall’80’); Ferraro (Edera dal 69′). All.: Polito. A disposizione: Summa, Salandria, Panebianco, Macrì.

Castrumfavara (5-3-2): Di Silvestro; Limblici (Lanza dal 64′), De Min, Lo Duca, Sorce Vitelli (Frangiamone dall’84’); Nzila, Etchegoyen, Scolaro (Salvia dal 79′); Varela (Meneses dal 64′), Piazza (Gueye dal 64′). All.: Terranova. A disposizione: Lauritano, Saito, Bongiorno.

Arbitro: Luca Pasqualini (Macerata). Assistenti: Paulo Ndoja (Bassano del Grappa) ed Alex Scaldaferro (Vicenza).

Marcatori: Ragusa al 10′ (rig.) e Ferraro al 26′. Ammoniti: Fanari al 73′ e Ragusa all’83’. Spettatori: 4750 (2873 abbonati) di cui 14 ospiti. Recupero: 2′ e 5′.

Note. Inizia il girone di ritorno e, di fatto, come ci siamo abituati a vedere, inizia un altro campionato rispetto alle prime 17. La Reggina, reduce da 5 vittorie consecutive che le hanno consentito di ridurre considerevolmente le distanze dalla vetta, si presenta al “Granillo” ospitando la squadra con cui perse la prima di campionato e che, di fatto, fece accendere le lucine dell’attenzione su una squadra costruita con le figurine invece che con giocatori funzionali. Il Castrumfavara, in verità, appare ben poca cosa: attaccano spesso sul fronte sinistro ma la zona destra della retroguardia amaranto è quella che subisce meno. In difesa, la squadra agrigentina si è rivelata spesso distratta con annessa perdita delle marcature. In sostanza, il pronostico lascia presagire una partita tranquillamente abbordabile. In casa Reggina, Torrisi sconta la prima delle quattro giornate di squalifica comminategli dopo l’espulsione nell’ultima gara del 2025 a Sambiase. Nell’ “11” iniziale, assente Rosario Girasole per infotunio (come ancora Adejo e Barillà), esordisce Giuseppe Verduci. Il motivo per cui le squadre tardano a fare il loro ingresso in campo è l’infortunio occorso a Mungo durante il riscaldamento ed il conseguente ingresso di Bevilacqua tra i titolari. Prima dell’inizio osservato un minuto di raccoglimento per onorare i morti del terribile incendio a Crans Montana il giorno di Capodanno.

Cronaca. Primo tempo. Al 7′ prima conclusione amaranto: Ragusa riceve palla all’indietro da Ferraro e batte a rete, Di Silvestro respinge. Al 9′ replica la squadra ospite con Vitelli che manda sul fondo da posizione decentrata. Sempre al 9′ la Reggina beneficia di un calcio di rigore per un fallo di De Min su Fofana. Ragusa si porta sul dischetto e, spiazzando Di Silvestro, porta in vantaggio gli amaranto. Al 18′ ci prova Di Grazia su punizione, il suo tiro è facilmente respinto dal portiere ospite. Al 25′ Piazza divora un goal che sembrava fatto trovandosi solo davanti a Lagonigro grazie all’errore di Verduci, il tiro dell’attaccante ospite è respinto fortuitamente da Lagonigro. L’azione riparte e la Reggina si ritrova in area siciliana, Ragusa mette al centro da sinistra, la palla viene allontanata dalla difesa ma si avventa Ferraro che, di piatto destro, batte Di Silvestro e firma il raddoppio. Al 29′ altra occasione amaranto: Di Grazia mette al centro, Ferraro di testa manda di poco sul fondo. Al 37′ grande ingenuità di Lanzillotta che, sulla linea difensiva, nel tentativo di servire un compagno orizzontalmente regala il pallone a Varela che, dal canto suo, cicca clamorosamente il pallone che termina la sua corsa debolmente tra le braccia di Lagonigro. Al 43′ Lagonigro regala una perla: riceve palla all’indietro da Fofana, con eccessiva sufficienza prova a bloccare ma il pallone gli scivola sotto la suola e si dirige in porta: fortuna vuole che la corsa sia lenta e che, in extremis, lo stesso portiere, in scivolata, riesce a toccarlo mandandolo a sbattere sul palo salvo poi controllarlo e servire un compagno. Incredibile l’incuria dimostrata dal portiere reggino che avrebbe potuto riaprire la partita oltre che incidere negativamente dal punto di vista psicologico suo e della squadra che sa si non poter contare su un portiere totalmente affidabile.

Secondo tempo. Nell’intervallo l’arbitro Pasqualini effettua il riconoscimento di Macrì che, quindi, prende posto in panchina. Al 60′ occasione per la personale doppietta di Ferraro: Di Grazia lo serve da sinistra, il “9” amaranto è spalle alla porta e, dopo aver stoppato il pallone, tenta il colpo di tacco (da fermo) che però Di Silvestro respinge. Al 62′ ci provano gli ospiti con Etchegoyen, Lagonigro stavolta è attento e respinge. Al 63′ doppio cambio tra gli amaranto: escono Lanzillotta e Bevilacqua ed entrano Desiato e Sartore. Un minuto dopo Terranova effettua tre cambio: escono Limblici, Varela e Piazza ed entrano Lanza, Meneses e Gueye. Al 69′ Polito è costretto a sostituire Ferraro (infortunio) con Edera. Al 72′ Desiato, entrato meno di 10 minuti prima, deve essere sostituito, anche lui per infortunio, ed entra al suo posto Fanari. Minuto 79, cambio Castrumfavara: esce Sclaro ed entra Salvia. Un minuto dopo cambio anche per la Reggina: esce Di Grazia ed entra Pellicanò. Ultimo cambio ospite all’84’: esce Vitelli ed entra Frangiamone. La gara, con risultato acquisito e mai messo in discussione, prosegue stancamente verso la fine senza particolari emozioni. Nel frattempo, sugli altri campi, dopo il pareggio di ieri tra Milazzo e Nissa (1-1) vede l’Athletic Palermo battere il Messina con un sonoro 4-0, la Nuova Igea Virtus sbancare Sancataldo (0-3) ed il Savoia in vantaggio a Gela 2-1 (con la partita iniziata 30 minuti dopo rispetto alle altre): la Reggina, in virtù di questi risultati, si porta a 30 punti e guadagna 2 punti sul Nissa (32) e supera il Milazzo (29); resta invariato lo svantaggio su Savoia e Nuova Igea Virtus (34) ed Athletic Palermo (32) che, appunto, ha acciuffato il Nissa prossimo avversario degli amaranto nel giorno del 112° compleanno della Reggina. La squadra di Torrisi, con il minimo sforzo innanzi ad un avversario assai mediocre, inanela la sesta vittoria consecutiva e mantiene le distanze dalle prime della classe.