REGGINA: Piras 6; De Mori 6, Toscano 7; Baldan 6, Girasole 7, Abonckelet 7 (67’ Franchini 7); Alma s.v. (15’ Rotulo 7), Acquadro 8 (67’ Laaribi 7), Magrassi 6, Guida 8 (74’ Porcino 6), Rossetti 6 (46’ Baggi 7)
RAGUSA: M. Esposito 5; Accetta 5, B. Esposito 5; Bianco 5 (74’ Mesisca 5), Torres 4, D’Innocenzo 6; Dini 5, Guzzo 6 (57’ Brugaletta 6), Sinatra 5 (91’ Vita s.v.), Golfo 6 (57’ Capone 6), D’Amore 5
MICHELE GUIDA 8
Pur sottolineando la prova da leader di Acquadro il migliore è lui, autore di una doppietta e portatore di qualità anche negli spazi stretti
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Dopo una settimana “trubbula” la Reggina risponde sul campo asfaltando il Ragusa con un rotondo 5-2. Ed è l’unico modo per rispondere in fin dei conti, parole e chiacchiere fanno parte del contorno ma alla fine ciò che conta è solo e soltanto il rettangolo verde.
In settimana avevamo posto l’attenzione sulle scelte di Marchionni e sui calciatori emarginati in questa prima fase, oltre a pretendere una presa di responsabilità da parte dei calciatori. Ebbene, Marchionni ha schierato Piras, De Mori ed a gara in corso Franchini e Porcino, inoltre si è presentato col 4-3-3. Alberto Acquadro invece ha preso letteralmente la squadra per mano ed è ciò che ci aspettiamo da uno dei leader. Perché possiamo stare qui ore a parlare di moduli e schemi ma, alla fine, chi determina sono sempre e soltanto i calciatori dentro il campo.
Il sole della mattina su Reggio svanisce col passare delle ore, «u tempu è all’acqua» direbbe il maestro, qualche goccia di pioggia scende ed allenta leggermente il terreno di gioco che comunque regge benissimo. L’omaggio a Pietro Vilasi, prematuramente scomparso, è un nodo allo stomaco. È bello pensare che Pietro da lassù si sia divertito oggi. Ed il nostro abbraccio arrivi alla famiglia.
Quando arriva la distinta con la formazione è più curiosità che stupore. Marchionni mischia le carte, cambia portiere, difesa e modulo, è 4-3-3 per la gioia di uno degli amministratori della nostra chat.
De Mori a destra fatica ad incidere nonostante si proponga con continuità, Toscano è in una posizione più bassa (d’altronde se giochi a quattro dietro diventa anche fisiologico, anche se l’amministratore di cui sopra non lo aveva capito), le tre punte svariano ma faticano a trovare le giuste distanze. Quando si fa male pure Alma sembra una di quelle giornate un po’ così, l’ennesimo guaio per uno degli attaccanti, va dentro Rotulo.
Il gol arriva di lì a poco, Girasole (capitano di giornata, in assenza di Lancini la fascia è sul suo braccio e non su quello di Acquadro) gira dietro per Piras che lancia Abonckelet, sponda per Guida, rimpallo fortunato e palla all’angolo basso.
Fuoco di paglia, un fallo di Abonckelet a metà campo porta all’incredibile pareggio di Golfo (quarto centro in campionato per lui, il terzo consecutivo, curioso che i due numeri 10 in campo, lui e Guida, siano i più bassi della compagnia). Ci pensa Acquadro con una splendida punizione all’incrocio a ristabilire il vantaggio.
Intervallo, considerazioni: il 4-3-3 divenuto nell’andare della partita 4-3-1-2 con Rotulo ha certamente concesso ad Acquadro di giocare con più libertà. Di suo il numero 8 ha guidato la squadra, gestendo e spostando i compagni sul campo e muovendosi per smarcarsi. Non ha funzionato Rossetti mezzala sinistra, ha fatto fatica De Mori che terzino non è, anche se l’abnegazione e l’impegno si sono visti tutti. È mancata la solita spinta di Toscano a sinistra, prevedibilissima. Ci sta provare qualcosa di diverso col Ragusa ma il calcio non è la PlayStation o Football Manager. Una squadra vive di equilibri, certezze, non basta un cambio modulo per regalare calcio spettacolo. E chi lo pensa cambi sport.
A inizio ripresa Marchionni inserisce Baggi per Rossetti, si torna al 5-3-2, l’amministratore della chat vorrebbe andarsene ma prima che finisca la frase Acquadro lancia millimetricamente Baggi che appoggia per Guida: uno spettacolo e 3-1. Eccole le certezze ritrovate, Toscano finalmente pimpante, Baggi che si diverte a destra, Guida e Rotulo che sembrano giocare insieme da sempre, Acquadro che dirige come un maestro.
Il Ragusa di lì a poco rimane pure in dieci, Marchionni decide che è ora di far rifiatare qualcuno e ripescare qualche altro: fuori Abonckelet e Acquadro, dentro Franchini e Laaribi.
Girasole si avvicina a Momo, gli porge la fascia da capitano, il neo entrato dice no e la fascia rimane al braccio di Rosario. Franchini fa sentire il suo peso in mezzo al campo e timbra il 4-1 su assist del solito Guida. Poco dopo spazio pure per Toti Porcino al posto del numero 10, con Rotulo vicino a Magrassi. Il Ragusa segna il 4-2 in contropiede, pregevole la girata di Capone ma ci pensa Girasole fissare il punteggio sul 5-2 gonfiando la rete su un corner di Baggi.
A quel punto tutti giocano per Magrassi ma il centravanti non riesce a buttarla dentro in nessun modo. Dispiace per il ragazzo, il suo encomiabile lavoro avrebbe meritato la gioia personale. Finisce così, la squadra va sotto la curva per lo stucchevole interminabile rito. L’amministratore parla di Cern, la speranza è che stasera si sia instillato nella sua mente che il calcio è semplice e non va complicato con teorie astruse. E anche se gli vogliamo bene, temiamo sia pura utopia…

