Gela (4-3-3): Colace; Argentati, Sbuttoni, Giuliani, Berto; Cancemi, Giacomarro, Teijo; Siino (Petta dal 46′), Flores, Tuccio. All.: Misiti. A disposizione: Florulli, La Rosa, Sinatra, Catanzaro, Eguaseki, Cona, Camolese, De Caro.
Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori, R. Girasole (Guida dall’88’), D. Girasole, Distratto: Laaribi (Ragusa dall’80’), Fofana (Salandria dal 74′); Edera, Mungo (Sartore dal 61′), Di Grazia (Palumbo dal 61′); Ferraro. All.: Torrisi. A disposizione: Summa, Adejo, Porcino, Macrì.
Arbitro: Giosuè Ambrosino (Torre del Greco). Assistenti: Enrico Antonino (Bassano del Grappa) ed Enrico Rossetto (Schio).
Ammonito: Cangemi al 21′, D. Girasole e Tuccio al 53′, Petta all’88’. Recupero: 2′ ed 8′.
Note. La Reggina si schiera (letteralmente SI SCHIERA, chi vuole intedere intenda), per la terza volta consecutiva, dopo Barcellona Pozzo di Gotto e Palermo (dove ha vinto in entrambe le occasioni), con il medesimo “11”: il migliore, quello che aveva recuperato, grazie alle 9 vittorie consecutive, quasi tutto il gap con le capoliste che si erano succedute. Poi, come abbiamo già rimarcato, Alfio “Pep” Torrisi ha peccato di presunzione e sufficienza (l’ha ammesso giusto ieri in conferenza stampa, salvo auto tutelarsi aggiungendo il “forse” per le responsabilità che lo riguardano) ed ha uscito dal cilindro giocatori impresentabili e sconfitte plausibili grazie alle sue scelte scellerate. Ad ogni buon conto, considerato l’eccellente risultato ottenuto (“Nel girone di ritorno siamo primi”, cit.), i tifosi amaranto, per il secondo anno di fila, sono costretti a tifare anche per tutte le avversarie della Nissa (oggi tocca all’Acireale, domenica scorsa proprio al Gela ma infruttuosamente) ed, eventualmente, del Savoia.
Cronaca. Primo tempo. Al 3′ prima palla-gol per gli amaranto: Di Grazia riceve sulla sinistra, tiro in diagonale e palla sul fondo. Intanto, nelle zone alte della classifica Athletic C. Palermo-Castrumfavara 0-1 e Vigor Lamezia-Savoia 1-0. Al 13′ ci prova ancora Di Grazia, ancora palla sul fondo. Primo quarto d’ora di gara piuttosto lento e noioso con la Reggina con il pallino del gioco ed il Gela che lascia fare intervenendo e schivando ogni possibile pericolo. Nulla, ma proprio nulla, da segnalare nel secondo quarto d’ora della gara: le due squadre si affrontano senza colpo ferire (e subire). Nel frattempo il Castrumfavara ha raddoppiato a Palermo. Il doppio vantaggio della squadra agrigentina, però, almeno in linea teorica, imporrebbe all’Acireale il tentativo di sbloccare il risultato: entrambe la squadre sono, al momento, appaiate al quart’ultimo posto. Al 39′ altra occasione per la Reggina: su corner da sinistra, R. Girasole spizzica di testa ma non nello specchio, sul lato opposto c’è Edera che, però, non arriva all’impatto con la palla a mezzo metro dalla linea di porta. Al 44′ altra occasione: Edera mette al centro rasoterra da destra, Di Grazia non ci arriva e l’azione svanisce dal lato opposto dove, invece, probabilmente si sarebbe dovuto trovare Ferraro che, sbagliando movimento, si ritrova nei pressi di Di Grazia. Assai deludente la Reggina, a dire il vero. Recupera, invero, un punto sul Savoia ed appaia l’Athletic Palermo ma non conta niente giacché il distacco dalla Nissa rimane invariato a -6. Ricordiamo che mercoledì prossimo la Reggina recupererà la gara casalinga contro l’Enna e pareggiando il computo della gare giocate.
Secondo tempo. Primo cambio per Misiti: esce Siino ed entra Petta. Il Savoia, intanto, ha raggiunto il pari a Lamezia. Mezz’ora al novantesimo, la Reggina non riesce a portarsi in svantaggio complice una condotta di gara alquanto mediocre e, quindi, discutibile (e, ricordiamo, questa è la prima di tre gare da disputare in 8 giorni: mercoledì al “Granillo” il recupero contro l’Enna e domenica, ancora al “Granillo”, l’ultimo della classe Paternò). Al 61′ doppio cambio amaranto: escono Di Grazia e Mungo ed entrano Palumbo e Sartore. Al 67′ Ferraro sbaglia clamorosamente la palla del possibile vantaggio: su un cross da destra, all’altezza del dischetto di rigore, colpisce al volo mandando incredibilmente alto sulla traversa. La Reggina, comunque, a circa metà ripresa, cerca di spingere maggiormente ma sembra non essere abbastanza lucida e, quindi, incisiva per accorciare sulla capolista Nissa (ancora sullo 0-0 ad Acireale). Al 72′ prima occasione per i padroni di casa: fortunamente Cangemi non arriva sul pallone, su un cross da sinistra, praticamente solo davanti a Lagonigro. Terzo cambio amaranto: al 74′ esce Fofana ed entra Salandria. Al 76′ ci prova Sartore da fuori area, Petta di testa devia provvidenzialmente in corner. Al 77′ altra occasione per gli amaranto: Ferraro, nel tentativo di battere a rete, colpisce R. Girasole mancando così l’impatto con la palla proveniente da sinistra. Al 79′ Edera calcia lentamente, Colace para senza difficoltà. La Reggina è ormai esclusivamente nella trequarti gelese ma, obiettivamente, senza riuscire a passare in vantaggio. Siamo all’81’ e, per quanto la Reggina abbia già vinto qualche partita in “zona Cesarini”, si ha come l’impressione di assistere ad una Reggina spenta nonostante qualche giorno di riposo in più visto il rinvio della gara con l’Enna inizialmente prevista il 2 aprile scorso. Cambio amaranto all’80’: esce Laaribi ed entra Ragusa. Torrisi prova a cambiare il corso, mediocre, della gara. A Lamezia, nel frattempo, Vigor-Savoia 1-2. All’88’ altro cambio per i reggini: esce R. Girasole ed entra Guida. Al momento coppia in testa alla classifica Nissa e Savoia a quota 60, Reggina 54: 6 punti di svantaggio, da due squadre, a 4 gare dalla fine (per la Reggina, per le altre sono 3) sembra davvero un’impresa impossibile a cui solo la matematica non assegna i canoni dell’ennesimo fallimento sportivo di una Società, quella amaranto, che qui ribadiamo essere INADEGUATA, INCAPACE ed INCOMPETENTE. Dopo il triplice fischio finale, parapiglia tra giocatori in campo ed in panchina, con annessi dirigenti ed Alfio in prima linea, delle due squadre. L’interrogativo è: perchè il Gela, allenato dal reggini Misiti, non si è scansato? Questo è l’interrogativo dei perdenti, non il nostro!!! In compenso, almeno sino a ieri, eravamo “PRIMI NEL GIRONE DI RITORNO”!!!

