La Reggina deve o “Non è scritto da nessuna parte che debba” vincere il campionato?

Una premessa è, ancor prima che d’obbligo, doverosa. Dopo sole 3 giornate di campionato non si può certo esprimere un giudizio netto ed inappuntabile sulla Reggina targata 2025/2026. E’ innegabile, al contempo, come le indicazioni che le 4 uscite ufficiali hanno fornito siano assai deludenti.

“Deludenti” partendo dal presupposto che la Reggina deve obbligatoriamente vincere il campionato di quarta serie a cui partecipa per il terzo anno consecutivo. Se, invece, come ascoltato da qualche parte, “non è scritto da nessuna parte che debba vincerlo” allora siamo in linea con un obiettivo evidentemente diverso. E’ necessario, quindi, uscire da questo equivoco al più presto. Eh sì, perchè sono gli obiettivi prefissati, dichiarati e proclamati che poi giustificano e giustificheranno il giudizio sui fatti a cui abbiamo già assistito o quelli futuri.

La Società ha, sin dal giorno dopo la fine del campionato scorso, non prima di essersi attribuita il raggiungimento di un “prestigioso risultato”, diffuso urbi et orbi il messaggio che quello appena terminato sarebbe stato l’ultimo campionato tra i dilettanti. Non solo. Dopo la campagna acquisti estiva, lo stesso messaggio è stato ancor più pompato con tutti i mezzi utilizzando l’esigua rete di servizievoli personaggi.

Trasmesso simil messaggio la tifoseria, organizzata e non, l’ha assimilato così profondamente che se ne è convinta tanto che taluni hanno cominciato con il dire che la vittoria del campionato era da considerarsi cosa fatta! Per quanto ci riguarda, pur auspicando che i desiderata dei tifosi (e nostri) si avverino nel più breve tempo possibile, abbiamo provato un certo fastidio allorquando abbiamo ascoltato dichiarazioni sparse senza senso e senza un benché minimo straccio fatti concreti, reali. Rimaniamo sulla nostra posizione: i campionati prima si disputano, poi eventialmente si vincono e, infine, giustamente si esulta per il risultato ottenuto. Non prima. Ed ecco perchè dobbiamo uscire dall’equivoco di fondo che poi genera discussioni o diatribe: la Reggina deve, dovrebbe o può anche non vincerlo questo campionato? Perché, onestamente, è questo il nemmeno tanto amletico dubbio.

Tornando alla Società, va ammesso che almeno apparentemente ha costruito una rosa assai competitiva: ha ingaggiato giocatori del calibro di Blondett e Di Grazia; ha preso due attaccanti importanti come Ferraro e Montalto; ha acquisito le prestazioni dell’incognita Edera; ha confermato Grillo che bene ha fatto la passata stagione così come l’esperienza di Barillà, Porcino e Laaribi non è andata dispersa. Non è riuscita, però, a confermare gli under della passata stagione che, in verità, avevano rappresentato quel quid in più sulle corsie destra e sinistra. Cham e Ndoye a sinistra, Giuliodori e, nella prima parte di stagione, Forciniti a destra avevano messo a disposizione di Pergolizzi e Trocini un buon tasso tecnico ed altrettanta utilità alla causa amaranto.

Giuliodori, essendo un 2004, quest’anno non sarebbe stato propronibile come under ma Cham (2005) e Ndoye (2006) si. Su questi ultimi pesa, a dire della Società, il comportamento ostruzionistico del loro procuratore (lo stesso anche di Renelus, anch’egli lasciato andar via per egual motivo) ma, come spesso ci hanno abituati a sentire, è sempre e comunque colpa degli altri. Sempre! I saccenti soloni, ovviamente, non sbagliano mai ma subiscono condotte scorrette altrui. E ti pareva! Sempre e solo vittime: degli eventi, dei nemici, dei finti tifosi e finanche di Michele Misseri come un film già visto e che, ciclicamente, viene riproposto (come “Una poltrona per due” in prossimità di ogni Santo Natale, per intenderci).

A proposito di vittimismo, atavico, permanente e persistente quello dei “nani riggitani”, è ciò che odiamo maggiormente tra le nostre (purtroppo) peculiarità. Qualche tempo fa abbiamo avuto l’occasione di avere accanto nella trasmissione “Momenti amaranto” un mostro sacro del nostro calcio: quel Franco Iacopino da tutti innegabilmente considerato come parte fondamentale della storia ultracentenaria della Reggina. 42 anni al servizio della nostra squadra del cuore, con più ruoli rivestiti nel tempo, fanno di lui una vera e propria icona di attaccamento ad un unico colore. Il nostro colore. Ebbene, in quell’occasione Franco parlò di spiccata litigiosità in ambito Reggina. Si parlava, tutti insieme, di ciò che attornia il discorso Reggina e che, da qualche tempo a questa parte, è vissuta con toni elevati e con scontri verbali anche feroci “grazie” all’opera di qualcuno che ha tutto l’interesse di creare divisioni, direttamente e/o coadiuvato dalla schiera di utili idioti sempre pronti a compiacerlo, in un’attività in cui è “maestro”. Come dar torto a Franco, “vecchio” saggio e custode come nessuno della storia amaranto?

Ed allora, all’atavico vittimismo di cui sopra aggiungiamo anche l’utilizzo, nel maldestro tentativo di arginarlo o nell’altrettanto controproducente sforzo profuso a fungere da scudo, di tutti quei personaggi idonei esclusivamente all’azione difensiva. Quasi a fornire una sorta di difesa d’ufficio, cercata ed ottenuta senza sforzo alcuno (praticamente un gratuito patrocinio, ecco), assistiamo spesso e volentieri a dichiarazioni che riguarderebbero veri e proprio attacchi (ingiustificati, ovviamente) alla Società. Non critiche, più o meno condivisibili, ma attacchi in piena regola da parte di sedicenti gruppi armati di penna e taccuino, di microfoni accesi o di profili social attivi. Del resto ebbe a dirlo patron Ballarino “Chi non sta con noi, con me e Virgilio, è contro la Reggina. Contro la Reggina!”. Come dargli torto? In effetti lui (e Virgilio) incarna in toto la Reggina e con essa tutta la sua valenza ed i suoi valori. Avete mai ascoltato qualcun altro che, in quasi 112 anni di storia, si è arrogato il titolo di dichiararsi depositario di tutti i valori che la Reggina rappresenta per i Reggini?Avete mai ascoltato qualcuno che si è auto-identificato nella Reggina? Anzi, ancor più grave, ha identificato la Reggina in se stesso? No, non è incredibile: è successo davvero!!! Così come capita davvero di ascoltare chi dice che coloro che sono critici verso la Società sono (quasi) felici che la squadra non stia fornendo prestazioni ottimali. Beh, onestamente costui non merita nessun commento anche perché la sua voce arriva a destinazione come un fastidiosissimo acufene. Dovrebbero, però, taluni tornare a scuola (magari nei turni serali, vista l’età) o (ri)vivere meglio i loro anni s’è vero com’è vero che esiste, da sempre, una netta differenza tra tifare Reggina e “tifare” gli uomini che sempre e comunque pro-tempore hanno avuto, hanno ed avranno l’onore di rappresentarla dietro una scrivania. Anche perché, è già successo e succederà ancora, non appena quel piccolissimo granello di sabbia, su cui si fonda l’attuale equilibrio esistente, si sposterà ecco che gli stessi rinnegheranno quanto fatto sino ad un minuto prima.

Un’ultima considerazione la merita mister Trocini. Abbiamo già avuto modo di dire che i proclami societari sull’assoluta forza della rosa allestita e la contemporanea convinzione della tifoseria sulla veridicità delle stesse dichiarazioni, lo hanno posto in una posizione scomoda. Scomodissima. Se e quando, tra qualche altra giornata di campionato, le cose non dovessero andare per il verso giusto ecco che nessuno lesinerà critiche ed accuse al tecnico (Società e megafoni in primis, ovviamente). Tecnico che, in verità, ha anche le sue responsabilità. Nel recente passato lo abbiamo dapprima ascoltato affermare che, se dovesse mancare alla squadra qualcosa in termini tecnici la Società sarà pronta ad intervenire salvo poi, nel breve volgere di qualche giorno, prendere atto della dichiarazione del suo Presidente che ha chiuso in maniera netta il discorso mercato. Lo abbiamo anche ascoltato dichiarare che ogni singola conferma ed ogni singolo arrivo sono stati determinati e decisi congiuntamente con l’area tecnica della Società salvo poi affermare che si aspettava qualcosa in più e che con così tanti nuovi innesti occorrerà del tempo per oleare gli ingranaggi. Infine, lo abbiamo visto esordire con Distratto a sinistra e Palumbo a destra (in Coppa Italia ed alla prima di campionato, per poi sostituirli entrambi con Fomete e Lanzillotta), poi schierare ancora Palumbo a destra e Gatto a sinistra (alla seconda al posto di Distratto in tribuna ed alla terza di campionato) per infine comprendere che gli under hanno deluso le attese e che è ancora alla ricerca della quadra. Anche lui, e lo sa bene, è sulla graticola: saranno i risultati ad abbassare o alzare la fiamma posta sotto la sua panchina. In fin dei conti se dopo 60 giornate di campionato (complessive: 35+22+3) la Reggina non è stata MAI prima in classifica con lui in panchina a chi dovremmo chieder conto (oltre alla Società, ovviamente)

Un’ultima cosa: atteso che il mantra in voga è la stesura della lista di “buoni e cattivi” (film già visto anche questo, stavolta “Mamma ho perso l’aereo”) vorremmo chiedere ai “buoni” se e quando secondo loro i “cattivi” potremo osare a muovere critiche (reali, concrete e mai campate in aria). Magari stilassero un calendario con giorno ed ora destinate all’uopo così vedremo se e come accontentarli. Li ascolteremmo? LOL…