Serie D, girone I, XXIX giornata (XII di ritorno): Athletic Club Palermo-Reggina 0-1

Athletic Club Palermo: (4-3-1-2): Martinez; Rampulla, Torres, Sanchez, Mazzotta; Faccetti (Rafele dal 79′), Maurino (Anzelmo dal 71′), Varela (Matera dall’85’); Grillo (Bova dal 79′), Bonfiglio (Zaic dal 71′), Micoli. All.: Ferraro. A disposizione: Grealiak, Vesprini, Panaro, Zito.

Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori, R. Girasole, D. Girasole, Distratto: Laaribi, Fofana (Salandria al 46′); Edera (Sartore dal 74′), Mungo, Di Grazia (Pellicanò dall’85’); Ferraro (Ragusa dal 74′). All.: Sorci. A disposizione: Summa, Adejo, Palumbo, Porcino, Macrì.

Arbitro: Bruno Tierno (Sala Consilina). Assistenti: Alex Scaldaferro (Vicenza) e Leonardo Grimaldi(Busto Bari).

Marcatore: Ferrero al 47′. Espulso: Sorci (allenatore Reggina) al 60′. Ammoniti: Micoli al 27′, Fofana al 30′, Giuliodori al 33′, Sanchez al 63′, R. Girasole al 73′ ed Adejo (in panchina) all’82’.

Note. A.C. Palermo squadra molto tecnica da centrocampo in su. Tanti bei palleggiatori, un attaccante come Micoli bravo sia a giocare di sponda che a riempire l’area di rigore. Predilige il gioco palla a terra e porta sempre tanti uomini nella metà campo avversaria. Con 52 reti all’attivo hanno il miglior attacco del campionato. Questa propensione eproduzione offensiva comporta certo dei rischi: la difesa è spesso alta e le coperture preventive non sempre sono efficaci, spesso vengono infilati in ripartenza. Con 35 reti subite è undicesima nella speciale classifica. L’A.C. ha perso solo una partita in casa in questo torneo, il 26 novembre scorso 1-2 contro il Nissa. Sul fronte Reggina, Torrisi (oggi squalificato) conferma lo stesso “11” e gli stessi 9 in panchina che mercoledì scorso hanno battuto la Nuova Igea Virtus fuori casa. Evidentemente, lui o chi per lui, non ha preso in considerazione un possibile turn-over considerata la terza partita in 8 giorni. Sicuramente avrà aiutato nella scelta la possibilità di qualche giorno di riposo in più per il rinvio della gara inizialmente in programma giovedì 2 aprile contro l’Enna (e rinviata al 15 dello stesso mese per l’impegno nella Nazionale maggiore del Ciad di due giocatori in forza ai siciliani): di fatto la prossima gara vedrà la Reggina impegnata a Gela il prossimo 12 aprile. In altro articolo, martedì scorso, abbiamo scritto della presa in mano della squadra e delle sue sorti direttamente da parte dei giocatori. Decisione maturata dopo la sconfitta interna contro l’Acireale di domenica scorsa e le conseguenti esternazioni (prive di effetti) di Ballarino a cui ha fatto seguito un comunicato contraddittorio e controproducente il lunedì mattina successivo: da martedì la squadra è in autogestione e già mercoledì si sono visti gli effetti con la vittoria a Barcellona Pozzo di Gotto che ha, di fatto, estromesso la Nuova Igea Virtus dalla lotta promozione (in attesa dell’appello avverso la penalizzazione di 5 punti subita) e dato nuova linfa agli amaranto che oggi si giocano davvero l’ultima chance. Una vittoria al “Velodromo” ed una non vittoria della Nissa a San Cataldo, a 5 giornate dalla fine, porterebbero i reggini a -1 dalla vetta.

Cronaca. Primo tempo. Al primo minuto la Reggina chiede il rigore per un presunto fallo di Sanchez su Edera, le immagini non chiariscono ma non sembrerebbe falloso l’intervento del difensore rosanero. La Reggina, comunque, sembra aver iniziato con il piede giusto: d’altro canto questa è la partita, sin qui, più importante della stagione e, come detto, va vinta. Al 9′ azione amaranto sulla sinistra, palla a Di Grazia che prova l’ingresso in area: atterrato da Rampulla, l’arbitro sanziona il fallo ma resta il dubbio se lo stesso sia avvenuto dentro o fuori area (ricordiamo che il “sulla linea” è da considerarsi dentro l’area di rigore). Le immagini, comunque, non sciolgono il dubbio e si riparte con un calcio di punizione che Di Grazia manda altissimo sulla traversa. Al 15′ la Reggina ci prova con D. Girasole, di testa, su corner: la palla è larga e finisce sul fondo. La Reggina c’è, l’A.C. Palermo pure e si vede perchè è primo in classifica: al 16′, infatti, i rosanero vanno vicinissimi al vantaggio grazie ad un’azione di Mazzotta che entra in area e dalla linea di fondo mette al centro, ci pensa Lagonigro a parare a terra non senza difficoltà. Spesso abbiamo detto che la squadra di casa ha probabilmente il miglior gioco del girone, lo ha dimostrato a Reggio quando vinse all’andata per 3-2 ma anche successivamente. L’A.C. Palermo conquista metri e spazi e si comincia a vedere con maggiore incisività dalle parti dell’area di rigore amaranto, giocano bene gli uomini di Ferraro. Al 24′ ci prova Edera dalla distanza: respinge Martinez. La verve agonistica della Reggina sembra scemarsi come la lucidità che produce un numero crescente di palle perse. Serve riorganizzarsi al più presto perchè i padroni di casa sono in partita. Primo tempo fin qui tutto sommato piacevole anche se, da qualche minuto, il tono della gara sembra essersi abbassato: sicuramente la Reggina ha sul groppone la gara di mercoledì scorso, mentre i padroni di casa ci provano con costanza ma senza portare particolari pericoli alla porta di Lagonigro. Un pareggio, quello che sin qui sta maturando, che non servirebbe di certo alla Reggina (chiamata a vincerle tutte visto il gap dalla prima posizione, e non è detto che basti) e che ai rosanero servirebbe solo se la Nissa non sarà corsara a San Cataldo. Nemmeno il tempo di dirlo ed ecco che arriva la notizia del vantaggio nisseno (Sancataldese-Nissa è iniziata alle 15:30) con la squadra di Caltanissetta, al momento, prima in classifica a quota 56, A.C. Palermo 55, Savoia (in vantaggio sul Ragusa) 54 e Reggina 51 con la prima posizione che si allontana ulteriormente. Nella ripresa dovremmo assistere alla determinazione dei palermitani per riprendersi la prima posizione ed a quella dei reggini desiderosi di accorciare sulla prima posizione portandosi, eventualmente, a -3 con scarsissime possibilità di raggiungere la vetta a 5 giornate dalla fine e con un calendario favorevole alla Nissa.

Secondo tempo. Al “Velodromo” si inizia con la consapevolezza che la Nissa è sullo 0-3 a San Cataldo: ne deriva che A.C. Palermo e Reggina, maggiormente quest’ultima ovviamente, devono cercare la vittoria. La prima per riprendersi la prima posizione, la seconda per accorciare sulla prima posizione e per continuare a sperare seppur con scarsissime percentuali a favore. Primo cambio amaranto: esce Fofana, in difficoltà nei primi 45 minuti, ed entra Salandria. Al 47′ la Reggina passa in vantaggio: è Ferraro che, su lancio di Salandria, entra in area e, dopo un primo tiro respinto da Martinez, arriva prima degli altri sul pallone e ribadisce in rete! Nissa 56, A.C. Palermo e Savoia 54, Reggina 53. Come detto, quarti si era e quarti si è: si è solamente accorciata di un punto la distanza dal primo posto. Tutto questo però, alla lunga, potrebbe non bastare anche perchè giovedì 2 le altre giocheranno e magari allungheranno nuocendo psicologicamente agli amaranto mentre la Reggina dovrà aspettare il 15 aprile per portarsi a pari con le partite giocate con il perenne assillo di dover continuare a rincorrere. Praticamente questo è il terzo campionato che la Reggina si trova a rincorrere senza essere mai riuscita ad occupare la prima posizione. La partità è nervosa, la squadra di casa insegue il pareggio con gli amaranto a difendersi. Al 71′ doppio cambio rosanero: entrano Bonfiglio e Maurino ed entrano Zaic ed Anselmo. Al 73′ Ferraro si divora il raddoppio: ricevuta palla al limite dell’area, si presenta solo davanti a Martinez ma calcia altissimo sulla traversa. Al 74′ doppio cambio per gli amaranto: entrano Ragusa e Sartore ed escono Ferraro ed Edera. Altro doppio doppio cambio per Ferraro: al 79′ escono Grillo e Faccetti ed entrano Bova e Rafele. All’84, l’A.C. Palermo, per la prima volta nel secondo tempo, tira in porta: è Varela, da fuori area, a costringere Lagonigro in una deviazione in corner. All’85 ultimo cambio tra i padroni di casa: esce proprio Varela ed entra Matera. Replica la Reggina: esce ed entra Pellicanò. Nel recupero la Reggina sciupa la seconda opportunità per raddoppiare e chiudere la partita: Ragusa, lanciato in verticale, serve proprio Pellicanò che, solissimo a centro area, arriva scoordinato sul pallone e, goffamente, manda altissimo. Dopo 7′ minuti di recupero, la partita finisce con la meritata vittoria degli amaranto che, come detto, accorciano sul primo posto in classifica portandosi a -3 dalla Nissa.

E’ paradossale come la Reggina, vincendo meritatamente, in soli 4 giorni, a Barcellona Pozzo di Gotto ed a Palermo (due scontri diretti considerati proibitivi subito dopo la sconfitta casalinga ad opera dell’Acireale), “grazie” alla vittoria della Nissa a San Cataldo, non raccoglie altro che il risucchiare un solo punto alla capolista (che da oggi cambia nuovamente). I risultati finali confermano: la classifica è guidata dalla Nissa a 56, appaiate a 54 ci sono Savoia ed A.C. Palermo e, quarta, la Reggina a 53.

A 5 giornate dalla fine, la Reggina potrebbe vedere vanificate queste due ultime vittorie: l’eventuale fallimento sportivo, il terzo consecutivo, ha la sua genesi nel disastroso inizio di campionato sotto la guida Trocini e nelle due gare perse (a Lamezia e, appunto, con l’Acireale) grazie all’attuale allenatore il cui ruolo, è evidentissimo, è stato commissariato dai giocatori stessi. Nel momento in cui, dopo le 9 vittorie consecutive che avevano portato la Reggina a 2 punti dalla prima posizione, Alfio “Ancelotti” Torrisi ha presunto di essere diventato “bravo” ecco che ha partorito schieramenti autolesionistici pareggiando in casa contro il Messina (oggi penultimo), perdendo a Lamezia e contro l’Acireale. Si pensi che la Reggina ha perso 6 punti contro il Lamezia (neopromosso dall’Eccellenza), 5 contro il Messina (costruito in 2 giorni e penalizzato di 14 punti) ed altrettanti contro l’Acireale (oggi quint’ultimo). Ecco dove si è perso, se si perderà, il campionato. Gli allenatori (entrambi) certamente colpevoli; i calciatori, comunque, non esenti da responsabilità; ma, su tutti, è la Società la prima e maggiore responsabile grazie all’inadeguatezza al ruolo, all’incapacità ad affrontare e risolvere le problematiche ed all’incompetenza (soprattutto) tecnica anche del suo intero management.

Nonostante tutto, non è finita! Ad maiora!!!