Serie D, girone I, XIII giornata: Enna-Reggina 0-1

Enna (4-2-3-1): Loliva; Di Modugno, Mazzone (Precknicaj dall’88’), Mbaye, Occhiuto; Dadic, Tchaouna Fy; Zerillo, Distratto (Caggianello dal’88’), Diaz (Bamba dal 67′); Tcahouna Fk. All.: Passiatore. A disposizione: Cangane, Gabrieli, Deriu,  Rossitto, Camara, Bonfigli.

Reggina (4-2-3-1): Summa; Lanzillotta, R. Girasole, D. Girasole, Porcino; Laaribi, Salandria (Edera dal 57′); Ragusa (Adejo dall’88’), Mungo (Fofana dal 77′), Palumbo (Di Grazia dal 67′); Pellicanò (Ferraro dal 45′). All.: Torrisi. A disposizione: Lagonigro, Distratto, Barillà, Sartore.

Arbitro: Andrea Prencipe (Tivoli). Assistenti: Gabriele Elisino (Ostia Lido) e Matteo Pernarella (Ciampino).

Marcatore: Ferraro all’87’. Ammoniti: Mungo al 23′, R. Girasole al 65′, Occhiuto all’86’ e Ferraro all’88’. Espulso: Laaribi al 93′. Recupero: 3′ e 5′.

Note. La Reggina di Torrisi di presenta ad Enna dopo l’ennesima sconfitta interna (la quarta su sei incontri) e dopo le conseguenti parole forti dello stesso mister rivolte alla squadra nell’immediato dopo partita. Parole che, è facilmente intuibile, concordate con la Società servono a quest’ultima per chiedere (ed ottenere) la rescissione soprattutto di quei giocatori con l’ingaggio più alto (cosa, peraltro, già asupciata da Ballarino subito dopo il derby a Messina). Dopo l’addio di Montalto e Correnti, come sappiamo in rampa di lancio c’è Blondett così come anche Grillo e Zenuni che potrebbero essere seguiti ben presto anche da altri. Due i nuovi arrivi in amaranto nella scorsa settimana: il difensore Desiato (che oggi non partecipa) ed il centrocampista Fofana (oggi in panchina). Torrisi, che contesta alla squadra il non ancora assomigliargli (manco fosse Ancelotti) schiera l’ennesima formazione diversa: innanzitutto, per la prima volta, sono 5 gli under nell’ “11” iniziale (l’Enna ne schiera 6 ed è la formazioni più giovane del girone); poi Lanzillotta esterno basso a destra, i fratelli Girasole centrali e Porcino esterno basso mancino; Salandria al posto di Barillà con Laaribi al rientro dopo la squalifica; il rientrante Ragusa esterno altro a destra, Palumbo esterno alto a sinistra con Mungo centrale dietro l’unica punta Pellicanò (domenica scorsa in rete contro l’Athletic Palermo). L’Enna, dal canto suo, allenata dall’ex Reggina Ciccio Passiatore, è squadra dalla fisicità non spiccata che erca di sfruttare le occasioni in cui è possibile partire in contropiede con Distratto F. Tchaouna. Soffre sui corner (proprio per la conformazione fisica dei suoi uomini) e se attaccato sulla sua sinistra. Ha sembre subito gol tranne che in sole due occasioni ed ha fornito prova di avere buone idee e schemi sugli angolo a proprio favore. Due fratelli nella Reggina (i Girasole); due fratelli (gemelli, i Distratto), uno nella Reggina (in panchina Francesco) ed uno nell’Enna (in campo Donato) ed altra coppia di fratelli tra i padroni di casa, i Tchaouna (Franky e Frank, anch’essi gemelli, entrambi in campo).

Cronaca. Primo tempo. Al 7′ ci prova Ragusa in diagonale, deviato in corner. La partita scorre sui binari dell’equilibrio e fornisce scarsi contenuti tecnici. Al 15′ calcio di punizione indiretta per la Reggina dal limite corto dell’area piccola per un passggio indietro che il portiere blocca: Laaribi calcia senza riuscire a sfruttare l’opportunità. Al 20′ si fa vivo l’Enna con Summa costretto ad uscire sui piedi di Tchaouna (Frank) grazie ad un’indecisione di D. Girasole. Al 22′ la prima conclusione a rete è dei padroni di casa con Mbaye il cui tiro finisce sul fondo. Replica la Reggina con Lanzillotta che colpisce di testa (cross da destra di Ragusa) e Loliva respinge. Il gioco viene fermato per fallo di Mungo che, con l’arbitro già con il cartellino giallo in mano, spinge a terra il portiere siciliano e rischiando, quindi, il secondo giallo. La qualità del gioco espresso è scadente, da entrambe la parti ma a noi interessa quella amaranto e, dobbiamo ammettere, che è assai deprimente assistere a gare del genere. D’altro canto la Reggina non assomiglia a Torrisi altrimenti… La Reggina non riesce a trovare soluzioni per portarsi dalle parti della porta difesa da Loliva; l’Enna non è da meno ma ha dalla sua comunque la capacità di giocare palla a terra costruendo il tanto che basta per tenere a bada la squadra di Torrisi. Al 45′ primo cambio tra gli amaranto: esce per infortunio Pellicanò ed entra Ferraro. Il primo tempo, tra i più scadenti a cui abbiamo avuto l’onere di assistere in questi 3 anni in D, finisce pari e patta. Torrisi, come ad Acireale, avrà visto anche oggi una grande Reggina.

Secondo tempo. La Reggina continua a sprecare, perdendolo malamente o regalandolo, quasi ogni pallone di cui viene in possesso non riuscendo a produrre più di due/tre passaggi consecutivi. Non abbiamo aggettivi dispregiativi utili a rendere l’idea dello squallore tecnico e tattico a cui stiamo assistendo. L’Enna non è da meno, sia chiaro, ma almeno riesce a costruire qualcosa: niente di che, ma un barlume di gioco ogni tanto lo lascia intravedere. Al 54′ l’Enna produce il primo tiro nello specchio della porta: è Mazzone che si ritrova sul destro la palla utile per battere a rete con Summa a respingere. Al 57′ secondo cambio Reggina: esce Salandria ed entra Edera. Per la Reggina il pallone scotta, sono decine i palloni buttati via senza logica alcuna in zone del campo dove non c’è nessuno. La Reggina, oggi, è una squadretta parrocchiale, nè più nè meno con Torrisi ad interpretare il parroco che, non evendo la benché minima cognizione del gioco che si sta facendo, urla indicazioni che praticamente non vogliono dire nulla ma fanno folklore (il che non guasta ma non serve). La cronaca lascia spazio a questo genere di considerazioni, e se dell’Enna non c’importa ciò che lascia imbrazzati è la nullità che appare la Reggina. Al 67′ doppio cambio: nella Reggina esce Palumbo ed entra Di Grazia e nell’Enna esce Diaz ed entra Bamba. La squadra di Torrisi è spenta, inerme, apatica e praticamente “defunta” sotto ogni punto di vista: mentale, fisico, priva di orgoglio e di amor proprio. Ci meravigliamo come Torrisi, che meglio che stare sul divano troverà riterrà di certo frequentare il Sant’Agata, resista a cotanto squallore non rimettendo il mandato a Ballarino (o a chi per lui). Bonanno, sulla carta il responsabile di cotanto squallore, rimette le sue responsabilità dividendole con altri: se qualcuno ci portasse un esempio in cui, al terzo anno di pochezza assoluta, il DS non fosse già stato defenestrato allora potremmo convenire. Ma non esiste: già alla terza giornata, in una Società normale e normodotata, il DS avrebbe pagato per le proprie responsabilità così evidenti che è impossibile non ascriverle a chi, per ruolo, ha il compito di comporre la rosa e costruire una squadra degna di tal nome. Se così non è stato, sarà perché Bonanno non può essere licenziato? La cronaca, nel frattempo, regala sprazzi di gioco “stellare” per il quale ci scusiamo non aver dato conto. Al 77′ quarto cambio per Torrisi: esce Mungo ed entra Fofana. All’81’ la Reggina ci prova con Ragusa che, sugli sviluppi di un corner, calcia con sufficienza ed un difensore respinge. Ma per descrive un tiro quello di Ragusa dobbiamo dar sfogo a tutta la fantasia possibile. Quando siamo giunti all’85, prendiamo atto che la Reggina non ha MAI tirato in porta. MAI!!! La partita di oggi, in verità, potrebbe essere utilizzata a Coverciano per mostrare a tutti gli aspiranti allenatori, come NON SI GIOCA A CALCIO. Ed ecco che, nello squallore generale così come descritto, all’87’ la Reggina passa in vantaggio: calcio di punizione di Edera da sinistra, palla in area dove svetta più in alto di tutti Ferraro che insacca (cogliendo Loliva impreparato e mal piazzato). All’89’ altri tre cambi: nella Reggina esce Ragusa ed entra Adejo e nell’Enna escono Mazzone e Distratto ed entrano Prekcnicaj e Caggianello. Al 93′ Laaribi commentte un fallaccio a centrocampo: Prencipe non ha dubbi ed estrae il rosso diretto. Il vantaggio amaranto non sposta di una virgola il giudizio severo espresso sin qui nei confronti della Reggina: una squadra che per l’ennesima volta ha espresso per intero la propria mediocrità. Il gol, giunto per caso, al primo tiro nello specchio della porta (all’88’), produce solo 3 punti in più in classifica ma non mette in dubbio nessuna delle certezze in negativo che la squadra di Torrisi (oggi) manifesta. Una partita, l’ennesima, bruttissima che di positivo ha solo il risultato augurandoci che non sia solo fumo negli occhi così come lo è stato la vittoria di San Cataldo. E adesso vi lasciamo alla soddisfazione di Torrisi in sala stampa (contento lui…).