Serie D, girone I, XII giornata: Reggina-Athletic Palermo 2-3

Reggina (4-2-3-1): Summa; Palumbo, D. Girasole, Adejo, Gatto (Distratto dal 76′); Mungo, Barillà (Salandria dal 63′); Edera, Di Grazia (Correnti dal 31′), Porcino (Grillo dal 76′); Pellicanò (Ferraro dal 76′). All.: Sorci. A disposizione: Lagonigro, R. Girasole, Lanzillotta, Sartore.

Athletic Palermo (4-3-2-1): Bitzinis; Rampulla (Mori dall’81’), Crivello, Sanchez, Mazzotta; Varela (Anzelmo dal 77′), Maurino, Bova (Faccetti dal 58′); Bonfiglio (Bongiovanni dall’87’); Zalazar, Micoli (Matera dal 95′). All.: Ferraro. A disposizione: Greliak, Torres, Vesprini, Panaro. Arbitro: Alessio Vincenzi (Bologna). Assistenti: Filippo Todaro (Finale Emilia) e Federico Corbelli (Rimini). Marcatori: Pellicanò al 23′, Mazzotta al 46′ (p.t.), Edera al 64′, Micoli al 68′ e Zalazar al 71′. Ammoniti: Barillà al 30′, D. Girasole al 37′, Correnti al 45′, Adejo al 51′, Gatto al 66′, Mungo al 72′ e Palumbo al 92′. Spettatori: 3473 (2873 abbonati) di cui 2 ospiti. Recupero: 4′ e 6′.

Note. La Reggina arriva alla gara odierna dopo il pari in chiaro-scuro di Acireale, per tutti tranne che per Torrisi (oggi squalificato, come Laaribi, ed urlante in uno dei box sopra la Tribuna Stampa) che ha sostenuto di aver visto una buona Reggina per tutta la durata della gara: ha capito che quelli in maglia granata erano i padroni di casa e che gli ospiti avevano l’amaranto in diagonale su maglia bianca? Torrisi boccia Lagonigro e Boschi ed in campo va il nuovo arrivato Summa. Difronte oggi c’è l’Athletic Palermo che sono in 3 gare su 11 non hanno preso gol. La squadra di Ferraro difende a zona ed in attacco hanno buona tecnica prediligendo le imbucate (specie con Varela) l’utilizzo del terzo uomo oppure, se non ci riescono, provando a liberare gli esterni per l’ 1vs1. Il centravanti è forte fisicamente, bravo con le spalle alla porta e forte di testa. La Curva Sud espone solo uno striscione “Solo per la maglia” e quando la squadra tenta un timido avvicinamento la rispedisce a centro campo con lo stesso slogan esposto.

Cronaca. Primo tempo. Al primo minuto la Reggina ha un’ottima occasione da rete: Edera ruba palla al difensore e si presenta da solo davanti a Bitzinis, si allarga a sinistra ma non riesce a calciare a rete decentrandosi sempre più. Prova, poi, a metterla a centro dove nessuno dei suoi compagni riesce a tirare fuori nemmeno un abbozzo di conclusione con la palla che viene indirizzata all’indietro. Sull’azione successiva è l’A. Palermo a portarsi al tiro da fuori area con il pallone che termina sul fondo. Al 9′ l’A. Palermo si rende pericoloso con Micoli che, dopo aver superato Palumbo, prova un improbabile tiro a giro invece che servire un compagno a centro area con Summa che blocca agevolmente. Azione simile al 12′: palla a Rampulla che, anche lui, tenta un destro a rientrare ma cicca il pallone che diventa facile preda di Summa. Al 23′ la Reggina passa in vantaggio: azione prolungata che porta Barillà al cross, a centro area c’è Pellicanò che, di testa, insacca. Al 27′ gli ospiti hanno una ghiottissima occasione: filtrante in area con l’intera difesa amaranto tagliata fuori, Mazzotta calcia a rete ma il tiro è centrale e Summa respinge. Nel frattempo, si distingue Di Grazia con una serie di errori ed indecisioni che indispettiscono il pubblico in Tribuna che rumoreggia. Tant’è che Torrisi dalla Tribuna ordina il cambio: al 31′ esce un Di Grazia inguardabile ed entra Correnti. Di Grazia, uscendo, non da il “5” a Sorci evidentamente disturbato dal cambio. In effetti un cambio punitivo, come è sembrato questo, si aspetta la fine del primo tempo per procedere nello spogliatoio. Così come si è fatto, invece, non si ottiene altro che l’acuire evidenti divergenze e malumori tra il giocatore e l’allenatore (o Società). Al 42′ ospiti vicinissimi al pareggio: cross rasoterra di Bonfiglio da sinistra, sul pallone indisturbato arriva Bova che, incredibilmente, manda alto sulla traversa. Un minuto dopo ancora Bonfiglio al cross con Micoli che, in tuffo di testa, manda radente al palo alla destra di Summa. Al 46′ i rosanero pareggiano sugli sviluppi dell’ennesima palla inattiva che gli amaranto trasformano in gol preso. Pallone vagante in area, situazione confusa con Mazzotta che, spalle alla porta, di tacco, riesce a spingerlo in rete tra un nugolo di difensori. Un attimo prima che Vincessi emetta il duplice fischio, gli ospiti vanno vicinissimi al raddoppio sventato solo da un provvidenziale intervento in scivolata di D. Girasole che manda in corner (non fatto battere dal direttore di gara).

Secondo tempo. Il secondo tempo inizia in un silenzio surreale, si sentono in sottofondo i mugugni del pubblico e le urla di Torrisi nel box sopra di noi. Al 53′ Edera, in diagonale, trova Bitzinis pronto a deviare in corner. Al 57′, su palla persa da Sanchez, Barillà ci prova da destra a giro: palla sul fondo. Al 58′ primo cambio ospite: esce Bova ed entra Faccetti. La Reggina si conferma squadra assai mediocre: errori in fase di costruzione, disattenzioni in fase difensiva, la squadra di Torrisi sembra un’armata Brancaleone senza nè capo nè coda, senza anima, senza mordente, senza idee e senza spina dorsale. I giocatori in campo, tutti nessuno escluso, sembrano zombies che vagano senza il banché minimo sprazzo di lucidità. Undici individui in maglia bianca che, probabilmente, vorrebbero altrove (e forse mentalmente lo sono) fuorché sul terreno di gioco del “Granillo”. Al 63′ Torrisi cambia: esce Barillà ed entra Salandria. Eppure, nonostante confermiamo quanto appena scritto, al 64′ la Reggina raddoppia con Edera che, appena entrato in area da destra, trafigge Bitzinis in diagonale. Il vantaggio non cambia di una virgola il severo giudizio fin qui espresso: a squadra mediocre ed abulica aggiungiamo semplicemente “adesso in vantaggio”. Infatti, al 68′ i palermitani pareggiano senza difficoltà alcuna ed anche senza nessuna opposizione: è Micoli a mandare il pallone in porta, di testa, capitalizzando un cross da sinistra lungo che Zalazar, facendo da sponda, trasforma in assist per il “9” ospite. Al 71′ l’Athletic passa in vantaggio proprio con Zalazar che sfrutta al meglio l’ennesimo cross in area e l’immobilità amaranto. Un dato: 6 ammoniti tra gli amaranto, 0 tra gli ospiti. E’ uno dei segnali di grande confusione ed approssimazione che accompagnano la squadra di un Torrisi adesso silente. Al 76′ Torrisi effettua un triplo cambio: entrano Ferraro, Grillo e Distratto ed escono Pellicanò, Porcino e Gatto. Al 77′ replica Ferraro: esce Varela ed entra Anzelmo. Il “Granillo” è piombato nel silenzio interrotto da fischi provenienti da entrambi i settori. Quella che si profila è la quarta sconfitta interna sulle 6 gare giocate: solo Nissa e Ragusa hanno perso al cospetto di UNA SQUADRA CHE DI REGGINA HA SOLO IL NOME E LO INDOSSA INDEGNAMENTE. All’81’ altro cambio ospite: esce Rampulla ed entra Mori. Seguiamo la Reggina da 9 lustri, 2 da tifosi e 7 da tifosi e giornalisti, e non ricordiamo prestazioni così ignobili in quarta serie: ne abbiamo viste in A, ne abbiamo viste anche in B ed in C ma in quarta serie non abbiamo mai vissuto un senso di umiliazione simile. MAI!!! All’87’ Summa evita il quarto gol direttamente su punizione di Bonfiglio. Sempre all’87’ quarto cambio tra gli ospiti: esce proprio Bonfiglio ed entra Bongiovanni. All’88’ la Reggina sfiora il pari: cross di Edera su corner da sinistra, Grillo colpisce di testa e la palla sfiora il palo più lontano. Al 95′ ultimo cambio ospite: esce Micoli ed entra Matera. La partita finisce così, ennesima prestazione ignobile da parte di “quelli là”: persone che, a vario titolo, dalla Società all’allenatore passando dalla squadra, dimostrano ancora e sempre di più quanto siano indegni di indossare la nostra maglia. Il segnale più triste di oggi è che, al triplice fischio finale, il pubblico presente non ha neppure voglia di fischiare abbandonando in silenzio lo stadio. C’è tempo, però, per l’ultimo affronto che la squadra fa rimanendo posizionandosi immobile innanzi alla Curva (ma a debita distanza): Curva che trova la forza per allontanarla a suon di fischi.

Non sappiamo più che aggettivi dispregiativi utilizzare per descrivere lo schifo a cui siamo costretti ad assistere.