Serie D, girone I, XI giornata: Acireale-Reggina 1-1

Acireale (4-3-3): Negri; Rechichi, Demoleon, Tourè, Di Stefano (Hebeck dall’82’); Cozza (Amore dal 91′), Iuliano, Gagliardi; Semenzin (Gallo dal 74′), Samb, Kean (Rapisarda dal 61′). All.: Pagana. A disposizione: Di Silvestro, Di Mauro, Issa, Di Pietro, Vitale.

Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Lanzillotta, Blondett (Adejo dal 46′), D. Girasole, Fomete (Grillo dal 46′); Mungo, Laaribi (Salandria dal 74′); Palumbo (Pellicanò dal 74′), Barillà (Di Grazia dal 69′), Porcino; Edera. All.: Torrisi. A disposizione: Boschi, Distratto, R. Girasole, Correnti. Arbitro: Francesco Passarotti (Mantova). Assistenti: Antonio Masciello (Ravenna) e Alessandro Liuzza (Milano). Marcatori: Samb al 10′ e Grillo al 57′. Ammoniti: Gagliardi al 26′, Cozza al 39′, Torrisi al 46′ (p.t.), Lanzillotta al 50′, Laaribi al 72′, Torrisi al 93′ e Grillo al 97′. Espulso: Torrisi al 93′. Recupero: 2’e 6′ .

Note. 10 giornata, 5 sconfitte, 2 pareggi e solo 3 vittorie: un ruolino di marcia da squadra che deve salvarsi e non certo da assoluta protagonista del torneo con le maggiori chances di vittoria finale. E’ una Reggina disastrata quella che si presenta oggi all’ “Aci e Galatea” (o “Tupparello” che dir si voglia) per quello che è, e non doveva essere, un vero e proprio scontro salvezza. Una Reggina ridotta ai minimi termini da una Società improvvisata, incompetente ed incapace di gestire una squadra che non sia quella di un qualunque oratorio. Ma tant’è che, da una dozzina d’anni a questa parte, abbiamo imparato che al peggio non c’è mai fine. Rescisso il contratto con Adriano Montalto e smaltita la sbornia per i successivi festeggiamenti nello spogliatoio, la squadra affidata a Torrisi (che non comprendiamo se ancora non ha capito dov’è o, invece, se ne è consapevole ma rifiuta di prenderne atto e si esprime di conseguenza con affermazioni, in questo momento, non credibili), ancora senza Ferraro infortunato, è costretta a presentarsi con Edera punta centrale (alla faccia della rosa ampia capace di vincere il campionato!) e con il ritorno di Blondett dopo le 2 giornate di squalifica; Distratto torna in panchina per Fomete e Palumbo sale nella linea dei 3 a centrocampo per lasciare il posto da esterno destro a Lanzillotta e dove ritroverà il capitano Barillà e Porcino; Mungo e Laaribi dovrebbero giocare dietro questi 3 con anche Adejo partirà dalla panchina. Almeno nelle premesse, Torrisi mette da parte il 4-3-3 e si schiera con un inedito 4-2-3-1 che potrebbe essere, nei fatti, un 4-4-2 in fase difensiva con Barillà accanto ad Edera e 4 Under in campo (Lagonigro, Lanzillotta, Fomete e Palumbo). Sponda Acireale, reduce dalla vittorio contro il Paternò nel recupero infrasettimanale, è una squadra dotata di fisicità e gamba. Molto del suo gioco passa da Cozza, attaccano da una parte per liberare l’altra e poi andare al cross aggredendo l’area di rigore. Hanno a disposizione molti schemi e varianti su palla da fermo e sappiamo che la Reggina ha subito la quasi totalità dei gol proprio in situazioni del genere. La linea difensiva non teme di salire ma è lenta e, se attaccata, potrebbe lasciare spazi così come parecchio spazio tra le linee c’è a difesa acese schierata.

Cronaca. Primo tempo. Al 4′ minuto la Reggina va vicina al gol: cross di Laaribi da destra, Mungo di testa indirizza a rete ma Negri devia in corner. Al 10′ passa l’Acireale: calcio di punizione da sinistra di Cozza, palla in area con Lagonigro che va “a farfalle” e Samb che colpisce agevolmente mandando il pallone a sbattere sulla faccia interna del palo e ad insaccarsi. Attenzione però, il fermo immagine fissato al momento del lancio di Cozza (vedi foto) sembrerebbe mostrare Samb in posizione assai dubbia. Al 16′ reagisce la Reggina: calcio di punizione di Laaribi, devia Negri e, con l’aiuto della traversa, la palla termina in corner. Al 23′ ci prova Edera direttamente su calcio di punizione: Negri blocca il tiro centrale. La Reggina, al netto dei due tentativi sul calcio piazzato, è assolutamente in balia della confusione che l’attanaglia: passaggi elementari sbagliati, controlli fuori tempo, palloni buttati nel nulla ed azioni senza alcuno sbocco concretamente pericoloso. La Reggina è, oltretutto, banalmente vuota di idee. Al 40′ l’Acireale va vicinissimo al raddoppio: gravissima leggerezza in fase difensiva di Fomete che tenta di appoggiare a Lagonigro assai lentamente, sul pallone interviene Iuliano che, decentrato, colpisce il palo con Semenzin che, poi, calcia alto. Niente da fare, la Reggina è inguardabile. Al 47′ ancora Acireale: Blondett ritarda il rilancio, Gagliardi gli va incontro e quando il reggino rinvia la palla sbatte sulla gamba dell’acese e termina la sua corsa sul fondo vicinissimo al palo della porta di Lagonigro. La Reggina è inguardabile (i calciatori appaiono oltremodo gravemente strafottenti), la Società tace e Torrisi elucubra: così aumenta il rischio di retrocedere.

Secondo tempo. Ad inizio ripresa doppio cambio per Torrisi: fuori Blondett e Fomete (vergognosi, entrambi) e dentro Adejo e Grillo con Porcino che, nello scacchiere, va a prendere il posto di Fomete. Ci prova subito Palumbo, Negri in corner. Al 57′ la Reggina pareggia: combinazione Grillo-Edera con quest’ultimo che restituisce il pallone al neo entrato che, entrato in area, batte Negri con un tiro sporco ma efficace. Al 58′ ci prova Laarini dalla distanza, Negri in corner. Al 61′ primo cambio granata: esce Kean ed entra Rapisarda. Al 63′ l’Acireale protesta per un presunto fallo di mano in area di Porcino su tiro di Semenzin, Passarotti lascia giocare (a termini di regolamento si sarebbe potuto trattare di rigore, senza cartellino accessorio per Porcino, per aver impedito una chiara occasione da gol – essendo quello di Semenzin un tiro in porta -). Al 67′ Reggina vicina al vantaggio: Edera riceve palla da Pellicanò, si divincola dalla marcature a calcia in diagonale con il pallone che esce di un soffio. Al 69′ ancora Reggina: Barillà appoggia per Palumbo, ancora Negri gli nega il gol. Ancora al 69′ cambio amaranto: esce Barillà ed entra Di Grazia. La Reggina, nel secondo tempo, sembra sicuramente più viva e determinata. Al 71′ ripartenza Acireale: Samb conquista palla a centrocampo e serve Di Stefano che è egoista e calcia alto con almeno 2/3 acesi liberi in area. Al 73′ è l’Acireale ad andare vicinissima al gol: ancora Cozza su punizione, palla in area e Demoleon manda incredibilmente sul fondo. Al 74′ triplo cambio: tra i padroni di casa esce Semenzin ed entra Gallo; tra gli ospiti entrano Pellicanò e Salandria ed escono Palumbo e Laaribi. Al 78′ Lagonigro continua a giocare “a perdere” ed esce a casaccio, Samb questa volta, fortunatemente, non ne approfitta. Al 79′ è la Reggina ad andare vicina al gol con Salandria che, incredibilmente, non trova la porta da centro area. All’82’ cambio Acireale: esce Di Stefano per infortunio ed entra Habeck. All’88’ doppia occasione per la Reggina: prima Edera e poi Grillo non riescono a trovare la porta con le loro conclusioni. Al 90′ ancora Reggina: Edera lascia partire un gran tiro da fuori area, Negri si distende e devia quel tanto che basta a mandare il pallone a sbattere sul palo alla sua destra. Al 91′ cambio acese: esce Cozza ed entra Amore. Al 93′ Torrisi protesta ancora e viene ammonito, è il secondo giallo e questo gli vale l’espulsione. All 96′ il tiro della vittoria capita sui piedi di Edera che calcia ma il suo tiro è respinto. La partita finisce qui. La Reggina gioca in maniera indecente nei primi 45 minuti; meglio ma non bene nel secondo dove recupera lo svantaggio e spreca tantissimo in fase conclusiva. Beh, un pareggio esterno in uno scontro diretto farà ben sperare Torrisi che (scommettiamo?), si dirà soddisfatto della prestazione dei suoi. Sigh!!!