Serie D, girone I: il “caso De Falco”, la parola al Segretario per eccellenza Franco Iacopino

E’ scoppiato ieri, rumoroso come dovuto, il “caso De Falco”. La Nuova Igea Virtus, squadra per la quale è tesserato dalla scorsa estate, secondo acclarata ricostruzione dei fatti, lo ha regolarmente schierato nelle prime 5 giornate del campionato in corso. Ed avrebbe così infranto le norme, perché il ragazzetto, lo scorso anno in forza alla Reggiana con cui ha partecipato ai playout nel campionato “Primavera 2”, è stato squalificato per 3 giornate che avrebbe dovuto scontare nella stagione successiva (questa in corso).

Cosa che, evidentemente, non è successa s’è vero com’è vero che Christian De Falco è stato schierato regolarmente tra i pali per le prime 5 giornate di campionato: Igea Virtus-Sancataldese (3-2), Milazzo-Igea Virtus (2-2), Igea Virtus-Acireale (3-0), Athletic Palermo-Igea Virtus (2-2) ed Igea Virtus-Enna (2-2). Solo alla sesta giornata (e fino all’ottava, giust’appunto 3 giornate) risulta essere assente e, quindi, si presume abbia iniziato a scontare la sua squalifica relativa alla stagione precedente ma da osservare nell’attuale.

Il quesito, a prescindere da tutto ciò che ne conseguirà con la Procura Federale già allertata e presumibilmente al lavoro (i tempi non sono brevi, almeno 30 giorni fino alla sentenza), è: ma il segretario della Nuova Igea Virtus è del mestiere? Ed anche, i suoi omologhi in forza a Sancataldese, Milazzo, Acireale, Athletic Palermo ed Enna in che altre faccende erano affaccendati se non controllare (anche) le distinte ufficiali delle squadre avversarie? E lo stesso ragazzo, sapendo di essere stato squalificato, possibile non abbia “illuminato” i suoi dirigenti?

Noi, che abbiamo i capelli bianchi ma la memoria viva soprattutto perché c’eravamo e li abbiamo vissuti certi momenti, ricordiamo l’aver corso un rischio simile che, però, grazie all’attenzione del segretario amaranto dell’epoca, fu abilmente schivato. Campionato 1992/1993, serie C1 girone B, prima giornata Nola-Reggina il 30/08/1992, risultato finale 2-0. La Società aveva portato in prima squadra gran parte dei reduci dalla finale scudetto Primavera persa con il Torino il precedente 28 giugno. Tra questi Emilio Belmonte che, squalificato per una giornata dopo la finale, avrebbe dovuto scontare la sua squalifica nel campionato successivo a cui avrebbe partecipato. E così avvenne: grazie alle grandi attenzione e professionalità del dr. Franco Iacopino (IL segretario per eccellenza, 42 anni alla Reggina ricoprendo più ruoli, colui il quale contribuì a rendere possibile i grandi successi della nostra squadra e, di conseguenza, delle varie Società che si succedettero avvalendosi della sua opera), Belmonte andò a Nola con la squadra ma si accomodò in Tribuna scontando così la giornata di squalifica comminatagli. Controprova ne fu che, alla seconda giornata, Reggina-Catania (0-0), Belmonte venne regolarmente schierato nell’ “11” iniziale dall’allenatore dell’epoca Gabriele Geretto.

Quale occasione migliore per scambiare due chiacchiere con la più alta espressione vivente (e non) della Reggina dall’alto del suo record di 42 stagioni in amaranto?

Raggiungiamo Franco da poco rientrato dalle festività trascorse al Nord dalle sue figlie ed annessi nipoti. E’ sempre cordiale ed affettuoso e si concede favorevolmente alla nostra chiacchierata. “Le norme sono chiare: le giornate di squalifica si scontano nel campionato (o torneo) di competenza, cioè in quello stesso campionato in cui sono state comminate. In teoria, quindi, De Falco avrebbe dovute scontarle nell’attuale campionato di “Primavera 2”. Se, però, il calciatore non partecipa più al campionato di provenienza ma passa in prima squadra ecco che la squalifica si deve scontare nel nuovo campionato. Ti dirò di più: il Giudice Sportivo, nella fattispecie di cui stiamo parlando, nulla può più perché nessuna delle cinque squadre affrontate ha prodotto reclamo. Oltretutto, questi, agisce in funzione del referto arbitrale in cui dovrebbe essere annotato il preannuncio di reclamo della Società che si reputa danneggiata. Potrebbe, invece, intervenire la Procura Federale che, fungendo da Pubblico Ministero in ambito sportivo, una volta venuta a conoscenza dei fatti, dovrebbe o potrebbe per meglio dire aprire un fascicolo e dare inizio alle indagini necessarie ad accertare i fatti. E, poi, da lì decidere”.

Il segretario della Nuova Igea Virtus ma, con lui, i segretari delle cinque (non una-due, cinque) squadre che hanno affrontato la squadra di Barcellona Pozzo di Gotto con De Falco in campo in barba alle norme, com’è possibile non si siano accorti di nulla o, peggio, accorgendosene (il primo) abbia taciuto innanzi ad un errore grossolano per quanto grave? “Il calcio è fatto da professionisti e da dilettanti e, purtroppo, i campionati dilettantistici, a cui io purtroppo o per fortuna (perché anche da essi c’è da imparare) non ho mai partecipato, vedono partecipare giocatori dilettanti certo ma anche dirigenti ed addetti ai lavori dilettanti. La LND, invece che consentire ingaggi da parecchie decine di migliaia di euro, dovrebbe fungere da cantera preparatoria per calciatori e dirigenti affinché poi arrivino preparati in Leghe e campionati professionistici. Per esempio, in D c’è la regola dei 3 Under quando invece, secondo me, dovrebbe prevedere quella dei 3 Over con rose composte per la stragrande maggioranza da ragazzi e non da gente ormai destinata alla fine della carriera” Ecco spiegato, anche, perché il calcio italiano da protagonista quale la sua storia impone è ormai destinato a fungere da comprimario. Un tempo il calcio italiano fungeva da battistrada con Inghilterra e Germania ed oggi è persino dietro al Camerun. Pensa all’Udinese che ha solo 3/4 giocatori italiani oppure alla Serie A in cui le Società sono quasi tutte straniere. E stando così le cose come potremmo pretendere che i segretari delle squadre dilettantistiche siano preparati e vigili?”

Gli ricordiamo l’episodio di Nola e riguardante Emilio Belmonte e lui non si smentisce mai, ricorda perfettamente ed integra: “E’ vero ma ti dirò di più. All’epoca era nostra abitudine, prima di iniziare ufficialmente la nuova stagione, fare richiesta agli organi competenti degli elenchi dei giocatori squalificati. Ti aggiungo una chicca: quando seguivamo un calciatore, noi eravamo abituati a mandare due osservatori: uno regolarmente accreditato che andava in Tribuna e poi ci consegnava la relazione tecnica e l’altro lo mandavamo in Gradinata o in Curva affinché ascoltasse le chiacchiere che i tifosi comuni facevano su quel preciso giocatore e, quindi, sulle sue abitudini ed attitudini extra calcistiche. In quel modo, con le due relazioni sul tavolo, si aveva un quadro assai più chiaro del giocatore in questione dentro e fuori dal campo. Oggi non esiste un discorso del genere, ci sono i siti dai quali prendere informazioni ferma restando anche il dubbio sulla loro attendibilità”.

Torniamo al “caso De Falco”, cosa ti attendi? “Dal comunicato diramato ieri dalla Nuova Igea Virtus si potrebbe desumere una loro forma precauzionale o, anche, una spocchia di presunzione nonostante sia chiarissimo, a loro per primi, cosa sia successo e l’errore gravissimo di cui sono responsabili. Ho, però, il dubbio se la Procura Federale interverrà o meno. Qualora dovesse intervenire d’ufficio e verificare i fatti che sembrerebbero essere acclarati, ecco che il destino del campionato potrebbe essere scritto dalle tre squadre restanti: Savoia, Athletic Palermo e Reggina. Ma, ripeto, nutro dei dubbi sull’intervento della Procura Federale che potrebbe riscrivere in parte la storia di questo campionato o preferire che a decidere sia esclusivamente il campo”.

E la nostra Reggina? “Ho visto la partita a Caltanissetta e devo ammettere che il Nissa mi sia sembrata poca cosa”. La Reggina, in verità, ha giocato molto bene (lo interrompiamo). “La Reggina ha giocato benissimo avendo giocatori sicuramente superiori a quelli delle altre squadre. Anche sul piano della condizione fisica sembra superiore alle altre. L’unica che, secondo me, potrebbe, alla lunga, dare filo da torcere alla Reggina è l’Athletic Palermo che sembra avere qualcosina in più. Oltretutto la Società è composta da imprenditori economicamente molto attrezzati ed oltretutto delusi per essersi fatti fregare il Palermo dagli arabi. Hanno quindi quella forma di rivalsa che può fare la differenza oltretutto pensando che Palermo è un’entità economica e sociale di altissimo livello che, quindi, può aiutare anche la seconda squadra della città a raggiungere risultati importanti”.