Reggina (4-3-3): Lagonigro (Boschi dal 78′); Palumbo, Blondett, D. Girasole, Gatto; Correnti (Mungo dal 59′), Laaribi, Barillà (Porcino dal 66′) ; Ragusa, Ferraro (Montalto dal 61′), Di Grazia (Grillo dal 74′). All.: Trocini. A disposizione: Adejo, Salandria, Lanzillotta, Chirico.
Nissa (4-2-3-1): Creuso; Rapisarda (Crisci dal 70′), Bruno (Tumminelli dal 94′), Silvestri, Megna; Palermo, Cittadino (Dampha dall’84’); De Felice, Ciprio (Napolitano dal 60′), Kragl (Rotulo dal 60′); Diaz. All.: Di Napoli. A disposizione: Castelnuovo, Croce, Agnello, Marino. Arbitro: Gabriele Sciolti (Lecce). Assistenti: Francesco Minerva (Lecce), Gabriele Lovecchio (Brindisi). Marcatore: Ferraro al 10′. Ammoniti: Laaribi al 27′, Barillà al 71′ e Cittadino all’81’. Spettatori: 4507 (di cui 2873 abbonati). Recupero: 4′ e 6′.
VINCERE! E’ l’imperativo assoluto su cui si è posata qualche nube dopo le prime due uscite ufficiali stagionali. Alla brutta prestazione offerta in quel di Palmi contro la Vibonese in Coppa Italia (1-1 al novantesimo e passaggio del turno solo dopo i calci di rigore) ha fatto da eco la pessima prestazione alla prima di campionato a Favara (2-1 il finale a favore dei padroni di casa). E se consideriamo il presupposto statistico che Trapani e Siracusa, le ultime due vincitrici del girone, hanno confezionato in tutto il campionato 0 o 4 sconfitte totali, ecco che subirne una alla prima vuol dire esserti giocato (perdendo) già il 25% delle sconfitte “disponibili”. Questo, ovviamente, ipotizzando che il girone I vinto da Trapani e Siracusa equivalga a quello attuale. E non è così giacché, a detta di quasi tutti gli addetti ai lavori, il girone I quest’anno appare nella sua interezza decisamente più scarso e, quindi, più facilmente vincibile. La Reggina ha sul groppone un grosso problema (uno tra i tanti già evidenziati): la Società che pro tempore ne gestisce le redini ha, in prima persona ed utilizzando lo scarso stuolo di portaborse e galoppini gentilmente ed autonomante auto-offertisi, veicolato il messaggio che la squadra è forte, fortissima, una squadra da potenziale appartenenza già così ai campionati professionistici. A recepire questo messaggio, i tifosi (organizzati e non, ultras o comuni) che, senza pensare ma sentendo e ripetendo, ci hanno creduto ad occhi chiusi salvo aprirli, contestando i giocatori, al fischio finale a Favara. Poi, ancora… Poi c’è la realtà. Una realtà che dice che se nel breve termine i risultati (di vittorie si parla, non di altro) non dovessere essere quelli proclamati mister Trocini potrebbe non arrivare ai morticeddi. Il motivo è semplicissimo: forte della convizione dei tifosi, indotti dalla Società e dai suoi adepti a costo zero (o quasi), sulla straordinaria forza della rosa ecco che, evidentemente, qualora dovesse fagliare, Trocini sarà considerato l’unico responsabile. E, per certi versi, se le cose non dovessere andare come desiderato responsabile sarà considerato anche lui. Ovviamente. In primis per aver dichiarato che ogni singolo giocatore è stato scelto ed approvato sinergicamente con i Direttori (sportivo e generale) ed aver sterzato con un contraddittorio “Di mercato non ne parlo, dovete parlarne con la Società”. Poi perchè, ancor prima, aveva dichiarato che, se dovesse essere necessario, la Società interverrà sul mercato anticipando il Presidente Minniti la cui replica è stata netta “Non arriverà nessun altro”. Ancora per aver serenamente ammesso che “Qualche sentore che le cose non andavano bene lo abbiamo avuto però pensavamo che la squadra tirasse fuori la prestazione”. Poi ancora perché evidentemente si è accorto, come tutti, che gli Under scelti non fanno al caso di una Reggina che non deve solo partecipare al campionato ma deve assolutamente vincerlo. Dichiarando che “Ci vuole tempo” presumiamo Trocini non abbia ancora fatto suo l’imperativo che pesa anche sulla sua testa: VINCERE! In più vogliamo aggiungere il silenzio della Società dopo l’indecente prestazione di Favara? E le parole di Trocini a caldo che sanno di accusa ai giocatori? “Si vince tutti insieme, si perde tutti insieme” è una regola che vale per qualunque competizione, nello sport così come in qualunque altro ambito della vita in cui non si “gioca” soli. A Favara ha perso la Reggina: Società, squadra e tecnico tutti insieme ed ognuno con le proprie responsabilità. Ovviamente non per quello che, alla terza stagione in D, al terza stagione di “zero alibi”, se ne spunta e, forte delle sue sdolcinate telefonate con Ballarino e Trocini, con manifesta ignoranza afferma “Dov’è scritto che la Reggina debba vincere il campionato?” Devastante il messaggio diffuso, devastato il suo pensiero. Nel frattempo annotiamo che la gara di Favara ha lasciato strascichi evidenti ed importanti: Distratto nemmeno convocato e Fomete in tribuna (i due esterni destri schierati domenica scorsa), Palumbo a destra, l’esordio di Gatto a sinistra, Montalto in panchina. In Curva Sud esposto un eloquente striscione. “Lottate su ogni pallone col sangue agli occhi. Avete solo un risultato: vincere il campionato!”
Cronaca. Primo tempo. Al minuto 10 la Reggina passa in vantaggio: Barillà lancia Ragusa in profondità, intervengono due difensori nisseni a proteggere il pallone apparentemente destinato sul fondo. Ragusa non si arrende e riesce a rubare palla ed a servire Ferraro a ridosso dell’area piccola: tiro in diagonale e palla in gol nonostante l’estremo tentativo di un difensore che non riesce ad evitare la mrcatura. Qualche minuto dopo Reggina ancora pericolosa: cross da destra di Ferraro per Correnti che, di testa, manda alto. Ciò che appare nitidamente è che la dinamicità di Ferraro giovi alla manovra dell’intera squadra, diversamente da quelle che sono le caratteristiche di Montalto che, più statico, predilige essere servitoper poi, eventualmente, finalizzare. Al 22′ il Nissa spreca l’occasione per il pareggio. La squadra giallonera si presenta 3 contro 1 al limite dell’area amaranto, palla all’ex De Felice che prova il destro a giro sul palo più lontano con il pallone che termina sul fondo sfiorando il palo. Dopo il gol, la Reggina sembra essersi un po’ troppo abbassata con il Nissa che, preso coraggio, affronta gli amaranto preferibilmente sulla corsia di sinistra del proprio attacco dove agisce Palumbo. Al 34′ altra grandissima occasione per gli ospiti: Diaz parte al limite del fuorigioco e si presenta davanti a Lagonigro, il suo sinistro sfiora il palo alla destra del portiere amaranto inesorabilmente battuto cogliendo l’esterno della rete. Seconda palla gol clamorosamente fallita dagli ospiti e secondo alert per Trocini a cui è demandato il compito di limitare gli attacchi nisseni atteso che, come detto, dopo il gol del vantaggio la Reggina pare abbia perso smalto indietreggiando visibilmente. Al 38′ si rivedono gli amaranto: Palumbo lancia Barillà che riesce a calciare con Creuso attento a deviare in angolo. Al 39′ la Reggina grida al gol: Ferraro, su sponda di Barillà, indirizza a rete. Il pallone sembrerebbe aver varcato la linea di porta tant’è che l’assistente Minerva parrebbe indicare il centro del campo. L’arbitro Sciolti non se ne avvede e, incredibilmente, lascia continuare e, nel mentre tutta la Reggina giustamente protesta, Kragl si presenta 2 contro 1 al limite dell’area di rigore amaranto dove Laaribi, approfittando di una grave incertezza dello stesso 69, mette una pezza liberando provvidenzialmente. Nel frattempo l’arbitro Sciolti si erge a protagonista assoluto, in negativo ovviamente: Ferraro viene lanciato e subisce evidente fallo di ostruzione, il pallone diretto a Ragusa non raggiunge l’11 amaranto non concretizzandosi il vantaggio. L’arbitro, però, non fischia, come avrebbe dovuto, il fallo subito da Ferraro e sbaglia di grosso. Il primo tempo, dopo 4 minuti di recupero, si chiude così. A Trocini il compito di mettere ordine ed energie perchè continuando così il rischio di prendere gol è elevatissimo considerando le tre nitidissime occasioni da gol letteralmente sprecate dagli ospiti.
Secondo tempo. Al 52′ la Reggina va vicinissima al raddoppio: Ferraro ruba palla ad un difensore ed entra in area, un dribbling e tiro di sinistro che lambisce il palo e termina sul fondo. Al 59′ primo cambio per gli amaranto: esce Correnti ed entra Mungo. Al 60′ doppio cambio nisseno: escono Cirpio e Kragl ed entrano Napolitano e Rotulo. Trocini cambia anch’egli: esce Ferraro ed entra Montalto. L aNissa continua ad attaccare con la Reggina che, eccezion fatta per l’occasione di Ferraro, rimane abbassata prestando il fianco agli avversari che, però, fin qui, non sono mai riusciti a calciare in porta creando pericoli per la porta difesa da Lagonigro. Al 66′ terzo cambio amaranto: esce Barillà ed entra Porcino. 70′: altro cambio per gli ospiti con Crisci che prende il posto di Rapisarda. Al 71′ Crisci sferra un pungo in pieno volto a Di Grazia, l’arbitro non se ne avvede e scoppia un parapiglia. Ne fa le spese Barillà che, dalla panchina, viene ammonito. Al 74′ quarto cambio per Trocini: esce Di Grazia ed entra Grillo. Al minuto 78′ cambio forzato per gli amaranto: s’infortuna Lagonigro ed esordisce il parigrado 2006 Boschi. Altro cambio per la Nissa all’84: esce Cittadino ed entra Dampha. Il secondo tempo, in fin dei conti, non sta dicendo niente di particolare: più attiva la Nissa nella prima parte (ma senza mai tirare in porta), meglio la Reggina nella seconda (unica occasione quella di Ferraro) anche se, onestamente, se sono queste le squadre che, sulla carta, dovranno contendersi la vittoria del campionato non possiamo esimerci dallo scrivere che, entrambe, appaiono, oggi, non certo delle scacciasassi. O il girone è mediocre, come asserito da più parti, o ancora c’è molto da lavorare per entrambe. Intanto saranno 6 i minuti di recupero. Al 94′ ultimo cambio per gli ospiti: esce Bruno ed entra Tumminelli. Doveva vincere ed ha vinto ma, di certo, la Reggina di oggi non ha convinto con dubbi ed incertezze che permangono. Il cammino è lungo e tortuoso, “Non sarà una passeggiata” come disse (anche) Trocini in barba alla comune ed indotta convinzione.


