Ci siamo approcciati a questa partita pensando alle sfide col Licata di fine anni ‘80, soprattutto due partite: quella della stagione 1987-88, la banda Scala, che perse 1-0 contro la squadra allenata da Aldo Cerantola. Scala quel giorno, con Onorato squalificato, schierò Peppe Bagnato con il numero 11. Orrore. L’anno dopo in B, proprio Bagnato segnò il gol della vittoria su punizione, 2-1, quel gol valse la prima sigaretta della vita a chi scrive.
Visto che ovviamente non ve ne frega niente, torniamo alla stretta attualità. Il Licata è di proprietà di Enrico Massimino, uno dei quattordici figli di Turi, storico presidente del Messina, e nipote di Angelo, l’amalgama del Catania. Fa un caldo bestia al Granillo, giocare alle 15 a settembre è follia pura. Nel calcio di una volta a settembre si giocava alle 16, col sole che lentamente iniziava a calare. Il Licata non ha voluto posticipare, pazienza. A noi diverte guardare la tribuna vip e vedere quanta gente manca o sta all’esterno in questa stagione, miracoli dell’era lotitiana.
Le nuove maglie sono ancora un miraggio, la Reggina gioca con i numeri dall’1 all’11, ed è una sinfonia. Abonckelet domina a centrocampo, recuperando una miriade di palloni, Acquadro dirige, Lancini respinge pure le mosche, le fasce funzionano. Il gol di Reis è una delizia per movimento e tocco sotto, così come per il filtrante di Acquadro che si smarca e lo libera. Il 2-0 invece nasce da una delle cento palle recuperata da Abonckelet, il lancio del solito Acquadro, l’assist di Reis ed il sigillo di Rotulo. Il resto è pura accademia, vanno in gol Abonckelet, Alma e Rossetti, cinque marcatori diversi. Così come erano stati cinque con la Digiesse PraiaTortora domenica scorsa.
In conclusione: nella scorsa stagione, contando pure la Coppa Italia, la Reggina era arrivata a dodici reti realizzate il 26 ottobre a San Cataldo, dopo dodici partite disputate (nove di campionato e tre di coppa). Inoltre, alla quarta stagione, per la prima volta la squadra amaranto è prima in Serie D. Passare da mai primi a la capolista se ne va è un attimo.

