Reggina: né Ballarino né Bandecchi, sembrerebbe lontana la fine dell’incubo…

Che personalmente ritenga l’attuale compagine societaria (proprietà ed accorpati dirigenti) non capace e non competente professionalmente è notorio sin da un paio di giorni dopo la regalia incartatale fin troppo generosamente dall’Amministrazione comunale.

Che la ritenga oltremodo non adeguata a gestire al meglio la “mia” Reggina, alla quale assegno un valore affettivo, passionale e culturale incommensurabile, è fatto altrettanto arcinoto.

Che, d’altro canto, l’attuale Società non abbia fatto nulla (ma proprio nulla, il nulla cosmico insomma) anche solo da indurmi a pormi il semplice dubbio se le mie opinioni fossero più o meno giustificate, è evidentissimo a chiunque usi il cervello non solo per non far penzolare la testa a destra o a manca.

Lo ribadisco, ancora, qui: sulla discesa agli inferi della Reggina, gli attuali gestori non hanno alcuna responsabilità; sulla sua presenza ancora in D, invece, ne hanno e di grosse pure. A questo si aggiunga che, tra “sostenibilità” e “ci sono anche gli altri”, chissà quante stagioni ancora abbiano sostenibilmente preventivato di rimanerci è facilmente presumibile.

A non rendere agevole il compito ai Ballarino’s men circa l’ingresso (sbarrato!) tra le grazie della stragrande maggioranza della tifoseria, senza fingimenti ma loro sponte, ci stanno riuscendo i “parassiti” di cui i gestori si servono e ringraziano fornendogli “nutrimento”.

Personalmente ripudio tutti coloro che, in cerca di prebende, cercano un posto al sole sulla carriola sgangherata trainata da imprenditori dalle esigue risorse economiche e dalle ancor più esigue risorse manageriali e gestionali. Magari sono “claudicanti” alla Reggina ed altrove sono fenomeni. Forse.

Ciò premesso la Reggina è, ahimè, anche terreno di becero scontro politico tra opposte fazioni e loro rispettivamente sostenitori privi di buon senso e stracolmi di interessi personali che tutto antepongono tranne l’interesse della Reggina stessa. E giacché non avverto la sensazione di vicinanza a nessuno dei due schieramenti, bypassando il politically correct di cui me f8, penso che siano entrambe facce della stessa medaglia.

Se da un lato (della medaglia) fu Brunetti a gongolarsi per aver scelto “La Fenice Amaranto ASD” all’ “SSD Reggio Football Club a r.l.”, rivendicando la scelta e valutando anche politicamente i soggetti impegnati nelle due società partecipanti alla manifestazione d’interesse, dall’altro un solo Consigliere d’opposizione ha svolto (“come” è soggetivo) il compito assegnatogli dai suoi elettori.

Di Ballarino ho detto e scritto spesso in questi quasi due anni, non gli ho risparmiato critiche severe alternando fioretto e spada. Preciso, ed è doveroso prenderne e darmene atto, critiche severe sempre e comunque dirette a Ballarino in quanto proprietario della maggioranza di quote dell’ASD che governa la Reggina. Dell’uomo Ballarino non me ne sono mai occupato, non mi interessa. Non lo conosco ma ciò che ricordo è che abbiamo interloquito una sola volta in conferenza stampa e ciò è stato per me bastevole poiché si inerpicò – su “prezioso” suggerimento – a millantare di avere sul groppone un monte ingaggi nemmeno lontanamente vicino alla realtà poi confessata dal suo DS Pellegrino. Né, comunque, ambisco a frequentarlo in qualsivoglia forma: in primis perché se ciò avvenisse, giocoforza, non sarei più scevro da condizionamenti (sminuendo, quindi, ciò che dico/scrivo) né, tantomeno, posseggo il numero telefonico a dispetto di coloro si pampaniano in radio e tv di averlo e, per questo, di intrattenervi contatti frequenti e cordiali. Per inciso, costoro possono vedersi attribuito la dote della credibilità nell’esposizione dei propri (?) pensieri? Certamente no! Ed ecco perché, facendomi sobbalzare lo stomaco, evito di ascoltarli e tengo puliti i canali uditivi.

Una cosa ancora non mi è chiara, forse perché ancora non si è palesata: se Ballarino è un buon imprenditore con Tucson e Maserati al seguito qual è il motivo per cui è arrivato in città ad investire? E’ calvo, barba non ne ha ed in più Babbo Natale vive solo nei pensieri di chi al massimo frequenta le elementari. Ed allora? Perché è qui? Cosa non ha funzionato sino ad oggi? Cosa si attende che accada? Il suo ritorno economico qual è? Che abbia speso 1 o 1000 (che lo abbia fatto male è evidentissimo) a che dobbiamo la presenza (in Paradiso a dispetto dei Santi, è altrettanto evidente) del novello “benefattore”? Chiaramente ed indiscutibilmente inviso alla piazza (basta leggere i commenti a qualsiasi post sulla pagina ufficiale su Facebook per prendere atto quanto sia irrisorio il gradimento della piazza), possibile sia così tanto arrogante da fingere il non coglierlo e, con un’umile presa d’atto, cedere quello che per lui è un giocattolo e che per noi, invece, è tradizione, passione, anima e legame indissolubile? A proposito, giacché ha avuto l’ardire di sostenere che la Reggina non gli è stata regalata potrebbe, gentilmente, renderci edotti su chi è stato il venditore e sul costo che ha sostenuto in sede di acquisto? Grazie.

Che sia chiara anche un’altra cosa: Ballarino NON E’ TIFOSO DELLA REGGINA, né mai lo sarà perché non saprà mai cosa vuol dire essere reggini tifosi innamorati della propria squadra. Esattamente come, ovviamente, io non sarò mai tifoso del Catania nemmeno se gestissi la via Etnea o l’Elefante. In più, come se non bastasse, parrebbe (utilizzo il condizionale perchè non udito con le mie orecchie) abbia utilizzato, interloquendo con qualche suo partner, terminologia non proprio lusinghiera nei confronti dei reggini (Ultras compresi). Di questo ne abbiamo già parlato qui.

Tornando alla politica, ho rivolto, invece, poco di frequente le mie attenzioni su colui il quale rappresenta il più concreto competitor per la successione alla guida della “mia/nostra” Reggina.

Pur riconoscendogli un patrimonio esageratamente più ampio rispetto a quello della “Compagnia Ballarino” e pur riconoscendogli competenze provatamente più congrue grazie alle esperienze già maturate (al cospetto di quelle pari allo 0 assoluto degli attuali) e delle collaborazioni con un ex arbitro in particolare (già dentro al “sistema Calcio” e per questo sicuramente conoscitore delle “regole” sul quale si regge) non stimo affatto Bandecchi. Non lo stimo perché è un personaggio assolutamente borderline, uno che le cronache riportano arrogante e prepotente, una persona a cui piace manifestare il potere con saccenza, protervia e finanche con una mai celata violenza verbale. No, preferisco altre tipologie di persone o personaggi. Bandecchi, nei miei desiderata, non può essere l’alternativa a Ballarino alla guida della “mia” Reggina.

Abbiamo seguito nei giorni scorsi la diretta social di un Consigliere comunale con il quale informava che l’UniCusano aveva inviato una PEC all’attuale proprietà chiedendo lumi sull’eventuale disponibilità alla cessione della reggina. E’ evidente che la pubblicità data all’invio della famigerata PEC pareva avesse messo Ballarino davanti a delle responsabilità ben precise. Questo perché gli Ultras, presenti all’incontro avvenuto la settimana scorsa all’incontro chiesto dal Sindaco con la presenza della proprietà, al termine dello stesso ebbero a dichiarare la circostanza secondo cui Ballarino avesse informato i presenti che dinnanzi ad un serio interessamento da parte di qualcuno avrebbe ceduto la Reggina.

Lo stesso Consigliere, qualche giorno dopo, ci ha informati come la Reggina avesse risposto alla PEC dell’UniCusano divulgando urbi et orbi la missiva inviata dal legale della Reggina espressamente su indicazione e richiesta dello stesso AD Stefano Bandecchi. Con ciò altro non ha fatto, secondo me, che contravvenire alle più elementari regole comportamentali tra due soggetti che hanno da poco intrapreso un’interlocuzione conoscitiva. Nella risposta del legale di Ballarino (nella quale, per essere chiari, è insita la chiara volontà di non aprire alcuna trattativa che spiegherebbe così la reazione avvenuta con la divulgazione della stessa), veniva chiesta quella riservatezza più che opportuna in situazioni del genere. Perché allora è stata pubblicizzata ovunque la missiva ricevuta? Ed è qui che trova fondamento il mio personale pensiero a riguardo.

Esattamente così com’è stata assegnato il titolo sportivo della Città a “La Fenice”, esclusivamente per scelta politica e non meritoria, altrettanto per mero scopo politico è avvenuta la replica da parte del Consigliere e, per suo tramite, di Bandecchi. La pubblicazione della missiva ricevuta, a prescindere dal suo contenuto, aveva come intento solo quello di mettere ancor di più in cattiva luce Ballarino (non che fosse necessario). Se così fosse ecco che anche il Consigliere comunale si troverebbe responsabile di un utilizzo improprio della Reggina stessa. Non credo, infatti, che a Bandecchi interessi granché la Reggina semplicemente perché, se interessato veramente, avrebbe agito assai diversamente da imprenditore scaltro e navigato quale ineluttabilmente è.

Insomma, la Reggina è senza dubbio in “ostaggio”: da un lato Ballarino e dall’altro c’è sicuramente una classe politica non autorevole e distratta. E poi ci sono i tifosi, che siano Ultras o non organizzati. In parte colpevoli i primi con le loro scelte iniziali, certamente parte lesa i secondi con il protrarsi delle conseguenze delle stesse.

Qualcosa sull’Amministrazione comunale va detta. Era già successo che, durante lo scorso campionato, il Primo Cittadino avesse parlato di investitori interessati all’acquisto di una Reggina che vivacchiava in D e che ad essi non bisognava chiudere la porta. L’ha dichiarato in diretta tv su Video Touring, durante la trasmissione “Momenti Amaranto”, stando seduto a non più di mezzo metro da me. Poi, in occasione dei “festeggiamenti” tenuti a Palazzo San Giorgio in occasione dell’acquisizione del marchio “Reggina” da parte di Ballarino, la smentita alle sue di lui parole. In quell’occasione, infatti, venne dichiarato candidamente che le notizie di eventuali acquirenti erano nient’altro che un’invenzione giornalistica. Per la cronaca, a proposito di marchio, ricordiamo che l’Amministrazione da lui guidata si era da poco proposta come competitor proprio per l’aggiudicazione dello stesso presentando la propria offerta. Stranezze!

Anche qualche giorno fa è accaduta la stessa cosa. Partendo dal presupposto che gli Ultras abbiano riferito il vero e cioè le parole proferite dal Sindaco secondo cui ci sarebbero stati almeno due importanti interessamenti da parte di altrettanti gruppi imprenditoriali ed essendo noi a conoscenza di almeno una call conoscitiva ed interlocutoria con entrambi (di questo ne abbiamo già parlato qui) durante l’incontro Sindaco-proprietà-Ultras parrebbe che l’argomento “contatti” sia stato volontariamente omesso. E sono due!

Aggiungiamo, infine, un altro “dettaglio”: alla notizia dell’interessamento ufficiale da parte di Bandecchi stavolta il Sindaco si è alienato dalla questione con un laconico “Adesso deve vedersela Ballarino” (o qualcosa di simile).

La Reggina è di fatto, ancora una volta trattata quale meretrice: tirata da una parte e dell’altra per scopi non prettamente nobili. E’ ormai ridotta ad uno straccio senza che chi di dovere la strappi da quelle mani e la ponga al sicuro. E’ abbandonata al suo destino, al terzo campionato parrocchiale senza la benché minima ambizione concreta ad uscirne. Questa è la “nostra” Reggina: da una decina d’anni, oggi e chissà per quanto tempo ancora… Sigh!

A domani…