Più che un racconto questo Reggina-Nuova Igea Virtus è un romanzo. Primo big match stagionale, il Granillo risponde presente sotto gli occhi di Claudio Lotito. Prima volta da proprietario della Reggina al Gebbione, vestito gessato, si palesa alle 14.40 insieme al sindaco Cannizzaro. Si accomoda in tribuna vip, applaudito dal pubblico, poco distante da Fulvio Simonini. Il vecchio bomber amaranto ci confida: «Non hai idea dello stupore di mia figlia nel vedere quanta gente mi vuole bene qui». Brividi veri. Più in alto ci sono pure Peppe Bagnato e Simone Giacchetta.
Sì, certo, Bonina ha alzato i toni durante la settimana ma abbiate pazienza, non possiamo mica rispondere al presidente della Nuova Igea Virtus per motivi di decenza, parla la storia per noi. E per lui.
C’è tanta gente che non si vedeva da tempo in tribuna, a cominciare da Lucio Dattola col figlio Polo. Colpisce la vip spoglia, d’altronde non c’è più spazio per abbonamenti e biglietti omaggio per gli astanti. Ed è giusto così. Tanti applausi per Lotito, Marchionni ieri in conferenza aveva “provocato” dicendo che qualora non fosse andata bene la colpa sarebbe stata sua. Il tecnico, rispetto a Lamezia, cambia Rotulo con Rossetti. Anche Ferraro fa un solo cambio rispetto a Trapani, davanti rimpiazza Samake con Harper.
Passano poco più di 40 secondi quando facciamo notare all’avvocato Nino Chirico che in mezzo al campo siamo uno in meno. Calafiore, Joao Pedro, Khamlich e Faccetti prendono in mezzo i nostri, il ritmo alto fa il resto. Va però sottolineato che pericoli Lagonigro non ne corre. In fase offensiva l’idea è quella di attaccare alle spalle la difesa avversaria, spesso – troppo – si alza la bandierina del fuorigioco. Però c’è anche da capirsi: non serve fare i fenomeni, specie quando non lo si è, ritardando i passaggi in profondità e intestardendosi nel fare cose difficili.
Ci vuole un quarto d’ora abbondante prima che Marchionni sistemi la squadra con le rotazioni giuste in mezzo, Faccetti è libero ma palloni non gliene arrivano. La squadra si adatta e non ha paura di giocare uomo contro uomo in difesa. Nel nostro racconto non può non entrare il primo assistente Amarante, un cognome ed una garanzia, che annulla un gol regolare ad Harper al 34’. Ma il meglio deve ancora venire.
Nell’intervallo è il tempo delle domande, ci si chiede cosa si potrebbe modificare («deve mettersi a quattro dietro»; «servirebbe Reis che purtroppo non c’è»; «io metterei Simonini»; «per me la vinciamo così»). Alla fine tutto resta com’è ma gli ospiti non ne hanno più e Ferraro in panchina ha poco da attingere.
La Reggina prende campo, recupera palla più alta, comincia a togliere ossigeno alla Nuova Igea Virtus. Marchionni inserisce Alma per un encomiabile Jallow piazzandolo a destra e allargando Rotulo a sinistra, poco dopo tocca a Rossetti per Abonckelet. La Reggina passa al 77’ e qui torna in ballo l’assistente Amarante che convalide la rete di Toscano, dopo la traversa di Magrassi, in netto fuorigioco. Nel recupero Specker rileva Baggi e, prima di entrare in campo, con una rimessa laterale regala ad Alma la palla del 2-0.
Finisce così, Lotito si alza in piedi ed esulta. La sua discesa in campo è una autentica passerella, la gente lascia il Granillo felice, questa Reggina è nei numeri: 15 punti, 15 gol fatti, zero subiti. Alla faccia di chi avrebbe preferito dieci anni di D a questo tsunami amaranto.

