Dove eravamo rimasti? Eravamo rimasti al gol di Gigi Canotto contro l’Ascoli, l’ultimo effimero momento di felicità. Eccoci qui, dopo una lunga traversata durata 1.200 giorni: stadio Granillo riapri il cancello. Nani, brunetti e ballerini hanno levato le tende (del circo), facendoci tornare a respirare l’amaranto a pieni polmoni. Palpita il cuore che ritrova la passione perduta e mai svanita. Bentornata normalità. O, più semplicemente, bentornata Reggina.
Tornare a casa significa risentire la voce di Filippo Lopresti leggere le formazioni e attendere le 20.28 per vedere l’ingresso in campo delle squadre. Le maglie hanno solo lo stemma del club ed i numeri, niente sponsor e sono ancora quel rosso scolorito che dovrà essere sistemato. Mentre il ds Romairone si accomoda in tribuna vip (più spoglia del solito, è peccato pensar male ma gli omaggi sembrano finiti) la squadra si abbraccia davanti alla panchina prima del via. Solo la squadra, non il tecnico o lo staff. In tribuna, intanto, tra i calciatori non in distinta c’è la soluzione del rebus pubblicato ieri sera sul nostro gruppo Facebook: il portiere Pisani, classe 2008, è insieme ai suoi nuovi compagni.
La Reggina ha ordine e idee. Sulla costruzione bassa non ha paura a giocare uomo su uomo a tutto campo. Acquadro in mezzo dirige le danze, spiace per Palmieri, in bocca al lupo ragazzo. Il suo infortunio, davanti agli occhi della mamma, spalanca le porte a Filippo Toscano autentica rivelazione della serata. Il tutto davanti al terzino sinistro per eccellenza cioè Maurizio Poli, presente allo stadio.
Dopo un rischio corso in contropiede e l’espulsione generosa di Popovic, gli amaranto dilagano. Nel 1600 l’isola di Dino, davanti a Praia e Tortora, venne assalita e conquistata dal corsaro Rays. E chi poteva essere se non il corsaro Reis a sbloccare la partita? La scelta in inferiorità numerica di Viscardi (da non confondere con Vitigno, difensore dell’isola di DIno) di passare al 4-2-3 in inferiorità numerica concede spazio alla Reggina, specie ad Acquadro che sventaglia a piacimento. Interessante il lavoro ed i movimenti tra le linee di Rotulo e Guida, così come gli attacchi alla profondità di Reis.
Nella ripresa Marchionni utilizza prima il 4-3-3 poi il 4-2-3-1. Finisce 7-0, lo avevamo visto nel 1987 contro il Brindisi, era la banda Scala. Che sia di buon auspicio, da domenica contro il Licata si giocherà per scappare da questa categoria. Siamo pronti a scommettere che ci divertiremo. Buon vento, Reggina.

